Strip
360
10 . 05 . 2008

Teela vs Evil-Lyn

Delle due specie di informatici che l'Antitesi assume, noialtri apparteniamo alla razza maledetta degli Ingegneri (delle Tenebre), e come noi anche Neo & Gödel, protagonisti della nostra serie Jobs. Ergo, i periti devono perire.
Dopo tempi immemorabili sono riuscito a trovare il tempo, la voglia e le forze per fare un'altra illustrazione. Di questi tempi ormai è dura mantenere il ritmo di due strip a settimana, figuriamoci gli extra... eppure questa la dovevo proprio fare. È un'opera che cominciava ad ossessionarmi: I Primi Amori Della Nostra Vita, ovvero Teela vs. Evil-Lyn.
Non mi importa, ovviamente, se si tratta di un soggetto condivisibile da voialtri, o se invece è qualcosa che sento soltanto io: di certo i giocattoli della serie Masters Of The Universe hanno fatto felici tanti bimbi degli anni '80, e mi sentivo obbligato a dare questo tributo. In particolare i fumetti che si trovavano insieme ai pupazzetti erano favolosi, e riguardandoli ho scoperto che sono stati la fonte di tante ispirazioni.
In mezzo a tanti omaccioni palestrati e mostri bizzarri, Teela ed Evil-Lyn sono tra i pochi personaggi femminili della serie... e sono anche due facce della femminilità, la fanciulla perbene e la malandrina, la ragazza al naturale e quella pesantemente truccata, il lato A e il lato B. Nel disegnarle ho cercato di rendere il concetto.
Dopo una lunga meditazione (!?!) ho optato per fare Teela rossa e non bionda, per seguire la colorazione del giocattolo, anche sono molto affezionato alla Teela bionda coi capelli sciolti dei primi fumetti.
Intendo anche aprire un sondaggio sul forum riguardo all'argomento, nel caso ci sia qualcuno che condivide l'ossessione. Per completare il servizio vi offro anche l'artwork in formato wallpaper.
Non ho mai seguito le edizioni recenti dei cartoni animati e dei giocattoli, per non rovinare i ricordi, ma pare che tra gli autori ci sia un disegnatore italiano che ha anche realizzato questo webcomic, Masters Unbound. È un'opera piuttosto interessante.
Ormai non c'è spazio per le notiziole videoludiche. Non che ce ne siano state molte, a parte l'uscita di Ikaruga su Xbox Live. Di Ikaruga ho parlato un sacco di volte (abbiamo anche fatto una strip su M.it), è il nirvana degli sparatutto e se le maree dei giochi (e dei giocatori) casual vi disgustano, può essere un buon rimedio.

Lo-Rez: arte, storia, web design
10 . 05. 2008

Eventi eventuali

Sebbene difficilmente ve ne fregherà ciufolo, la cosa più importante che è successa questa settimana è indubbiamente il matrimonio che si è svolto a Player vs Player tra Brent e Jade, che corona una delle più importanti storie d'amore nerd della storia dei webcomic. Non vedo questa svolta semplicemente come un sussulto nella continuity del fumetto di Kurtz, ma come qualcosa di più importante. Player vs Player, negli anni, è sempre meno stato semplicemente un webcomic sui videogiochi per diventare un fumetto tout-court, ma senza l'irritante arroganza di certe opere che solo d'atteggiamento cercando di essere importanti. Kurtz ha continuato a rappresentarsi come un ragazzo che gioca, semplicemente ha allargato il campo da gioco.
Il matrimonio tra Brent e Jade, quindi, assomiglia dolorosamente alla raggiunta maturità del mondo nerd, alla presa di coscienza della propria identità e delle proprie responsabilità. Non si tratta di una guarigione dalla sindrome di Peter Pan, affatto. Il nostro essere fanciullescamente e pateticamente bambini è tutt'oggi uno dei nostri principali motivi d'orgoglio. Quello che cambia è che, a lungo, abbiamo difeso i nostri divertimenti "infantili" a istinto, semplicemente per non staccarci dalle cose che ci piacevano, ma oggi dobbiamo ammettere che quelle cose, viste nella giusta ottica, possono essere veramente importanti e allora non è un infantile capriccio conservarle intatte tra i nostri interessi, ma un diritto e un dovere. Per questo, lo sottolineo, il matrimonio di Brent e Jade è importante, perchè comunque è un crocevia di passione, amore e intensità che ha un suo peso nel nostro piccolo mondo.
Più inquietante chiedersi come Scott andrà avanti ora, visto che quest'ultima svolta alla trama sembra aver consumato tutta l'intensità delle vicende di PvP. Sarebbe tragico, anche se è una sensazione che si fa strada, se queste tavole segnassero la chiusura di PvP e questo fosse il suo gran finale, eppure, da un punto di vista puramente artistico, non ci sarebbe niente di male nel dare una conclusione a quest'opera che comunque ha ben descritto l'ultimo decennio del mondo internet, nella sua sfacciata, pacchiana, golden age. Forse PvP finirebbe assieme a un'epoca, la prima epoca di internet, quella che i webcomic li ha creati, assieme a tanti altri fenomeni più o meno importanti. Un'epoca che di fronte alle sparate del uebbbbb2.0 non ha nemmeno tremato, ma che comunque sta facendosi antica, vecchia, si, e forse sta per passare la palla a qualcos'altro. Ma forse, a un matrimonio, tirare fuori tutta questa malinconia è fuori luogo.
Vi ho scritto ormai diversi mesi fa di di Gundam Wing che, a guardare l'andazzo, rischia di risultare la migliore serie di Gundam al di là dell'originale. Non so se lo sapete ma questa serie, pur avendo toni piuttosto tosti, ha cercato persino di farsi trasmettere da Italia1 in tempi recenti, se non erro con non grandissimo successo. Io lo ignoravo, anche perché tanto i Gundam li guardo tutti rigorosamente in lingua originale sottotitolato inglese, ma me ne sono accorto quando, nella ventata di revival di sigle di cartoni di cui vi ho parlato, mi è cascata fra le mani anche quella di questo grandissimo cartone, cantata dall'ormai onnipotente Giorgio Vanni. Il Vanni sta prendendo il posto di Cristina D'Avena, ma mentre quest'ultima è sdoganabile, forse per l'inevitabile effetto nostalgia, non sono sicuro di riuscire ad apprezzare i pezzi di questo nuovo mentec... insomma, autore. A parte Yu-Gi-Oh e Conan il resto delle sigle che ho sentito sono tutte il medesimo rimestone tecno-oscido-intristito con vaghi afflati disco, ma scarsissima intensità, oltretutto difficilmente distinguibili l'una dall'altra. Insomma, sembra più che Giorgio Vanni sia una fabbrichetta di jingle, non un vero e proprio artista che compie un lavoro sui cartoni che deve musicare. Potreste credere che è un'idiozia impegnarsi sul serio artisticamente su una sigla di un cartone animato, ma naturalmente questa è un'idiozia. Si tratta solo di una forma di rispetto per il pubblico e in ogni caso una strada per ritagliarsi il proprio frammento di Storia. Dopotutto non credo che Vanni sia lì lì per vincere il Festival Bar.
Bene, chiudiamo. Sulla scrivania c'è il TGM con dentro F.E.A.R. Sono combattuto: F.E.A.R. potrebbe essere uno di quegli FPS a cui appassionarsi, per vari motivi, ma il tempo che ho, in generale, è poco, e non so se riuscirei a affiancarlo alle sessioni di Exteel. Che l'era dei robottoni stia per tramontare? Io di impugnare scudo e spada ho ancora abbastanza voglia.

“Ecco perchè si trattiene il fiato / finchè si resta giù / e per sempre vuoI dire mai più”

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