Strip
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19 . 04 . 2008

Un doppio in solitario

Quando abbiamo deciso che Clara doveva trovarsi un lavoro, altrimenti non poteva restare in una serie che si chiama Jobs, non potevamo prevedere che di lì a poco sarebbe esploso un fenomeno di costume epocale... Jade Raymond.
Certo nel settore del divertimento elettronico occorre davvero poco per infiammare gli animi, è sufficiente l'apparizione di un Producer di sesso femminile per generare un volume di traffico allarmante sui forum del mondo. La nostra Clara è una PR, ma Jade è il modello di donna in carriera a cui aspira... e poi ci serviva una scusa per citarla più spesso.

Fossi un triste professionista del settore, legato al mestiere come il cane alla catena, oggi dovrei fare con diligenza i miei compiti e scrivere un temino su GTA IV.
Non escludo di tornare sull'argomento in futuro, del resto si tratta di un gioco notevolissimo che mi ispira, ma per ora chissenefrega, debbo occuparmi di ben altro. Soul Calibur 4, infatti, ha sguainato l'ennesima arma a sorpresa: non bastavano Yoda e Darth Vader, tra i personaggi giocabili ha fatto la sua comparsa anche una fanciulla disegnata nientepopodimeno che da Yoshizaki Mine...! Ammetto che il nome non mi dice un bel nulla, ma pare sia un autore molto stimato tra i cultori di un certo genere di perversioni orientali. Il personaggio ad ogni modo si chiama Angol Fear, e vanta un chara-design carino e piuttosto bizzarro.
Ho paura che la direzione artistica di Soul Calibur 4 stia andando alla deriva: hanno assemblato un cast troppo vario, si son fatti prendere la mano con i completini osé e le misure delle donnine, e il buon gusto ne risente. Per questo genere di cose ce n'è abbastanza di Dead Or Alive, ma Soul Calibur deve restare il picchiaduro 3D più hardcore sulla faccia della terra (dopo Virtua Fighter ovviamente) per non deludere i suoi appassionati.
Sempre a proposito di giocatori hardcore, beccatevi questa guida su come posizionare le dita per giocare a un doppio da soli con un comune cabinato da bar. “Fare un doppio da soli” sembra un eufemismo malizioso, eppure è anche l'espressione più estrema del virtuosismo degli appassionati di coin-op. Personalmente non sono ancora riuscito a finire Ikaruga, dopo anni di gioco, ma ammiro questa gente.
Lo stesso sito, che ho già citato su queste colonne, offre anche una serie di articoli scritta da un compatriota, tale Francesco-Alessio Ursini, che condivide le sue memorie e le sue riflessioni su una giovinezza passata tra i coin-op (suo zio aveva una sala giochi). Le sue dissertazioni su Darius sono letture edificanti per videogiocatori che si prendono molto sul serio.

Il tempo a mia disposizione anche oggi sta per scadere, presto dovrò tornare nel reame fatato da cui sono stato evocato. Solo un appunto su The World Ends With You, il nuovo RPG di SquareEnix per Nintendo DS. La recensione del nostro fratellone, M.it, è diabolicamente entusiasmante, credo che avremo modo di approfondire il discorso.

Lo-Rez: arte, storia, web design
19 . 04 . 2008

Woodstock

Ultimamente ho attaccato il mio lettore MP3 a una succosa selezione di sigle di cartoni animati del passato. E' una cosa che, ciclicamente, i nerd fanno spesso quindi non ci vedo niente di anormale. Tutti, da qualche parte, abbiamo una selezione più o meno ricercata di pezzi dei Cavalieri del re alla quale accostiamo, possibilmente quando nessuno ci guarda, alcune delle migliori canzoni di Cristina D'Avena, e non possiamo evitare di ritornarci, per i più svariati motivi. Perchè abbiamo appena rivisto un episodio di tal serie riproposto all'alba da Italia Uno o perché ci siamo svegliati con il ritornello di Ransie la strega in testa.
Riascoltando quei pezzi, però, mi è venuto in mente come la televisione italiana rispettasse allora quello che era il nostro divertimento e se è noto che anche negli anni ruggenti le mezze mutandine e gli abbraccini nudi venivano tagliuzzati (il sangue meno...) credo non fosse per l'ottusa paura del moralismo odierna, ma per una specie di "troppo amore" che cercava di adattare a una mentalità molto diversa da quella giapponese il mondo manga, per permetterci di apprezzarlo. Le sigle dei cartoni animati, un tempo, erano dei veri e propri lavori d'autore, con un progetto, una realizzazione anche di un certo livello e persino ambizioni di mercato. Questo non dipendeva solo dal fatto che il pubblico di allora comprava certe cose, ma si doveva anche mputare al fatto che effettivamene il mercato dell'infanzia non era solo un serbatoio su cui scaricare qualsiasi forma arrotondata e smussata disponibile nell'etere, ma un delicato pubblico da trattare con la massima cura al pari di tutti gli altri. Se vogliamo questo rispetto per i bambini era un rispetto che si estendeva anche a tutti gli altri tipi di pubblico che popolavano tutte le altre fasce orarie, quello stesso tipo di rispetto che oggi non si vede più nei confronti dei bambini così come non lo si vede nei confronti di tutti gli altri.
E' per questo che è con orgoglio che rimetto in pista la mia collezione di canzoni dei cartoni animati. VI è l'afflato nostalgico, ovvio, ma è un afflato che non è molto dissimile da quello che provano i nostri genitori per gli anni '60. VI è anche, però, un piacere per sentire della buona musica, oltretutto costruita intorno a termini e testi che oggi stesso riconosceremmo barocchi, forbiti, assolutamente inadatti ai nostri pacioccosi bimbi.
Ogni tanto, però, bisogna uscire dal guscio e fuori dal guscio (per fortuna!) ci sono i videogiochi. Finalmente, dopo aver menato il torrone per secoli, finalmente abbiamo Assassin's Creed su PC. Già così, scrivendo questa frase, potrei dare il la a una profonda riflessione su cosa vuol dire avere l'uscita di un gioco sull'onda discendente del suo hype, quando cioè i consolisti lo hanno già bell'e che finito, ma qui vorrei invece focalizzarmi sulle vicende di Altair. Dalla solita recensione di TGM che è per me punto di riferimento sembra emergere che il problema di fondo del gioco (superlativo, bello sbav sbav per tanti aspetti) è che di fondo soffre di una certa meccanicità per cui, al di là della trama, c'è sempre da andare su e giù per minareti, accoppare templari e menate del genere. La cosa è piuttosto inquietante perché una struttura di questo tipo, una struttura in cui l'avanzamento sia in qualche modo formalizzato così, non è molto lontana dallo schema che ha nei secoli costituito il successo di Zelda, anche quello costruito da macroaree, tutte costruite su meccaniche essenziali e spesso ripetute e che, più che faceva percepire, più che l'avanzamento della storia, l'espandersi del proprio universo di riferimento. Allora dov'è la differenza? Perché da una parte l'ingranaggio è così evidente e dall'altra parte resta dietro le quinte, senza rovinare la magia? Credo che il problema sia che Assassin's Creed (e molti titoli che condividono il suo destino) millantano e cercano di fornire un universo libero, reale, in cui il personaggio "viva", col problema che questa vita può essere percepita come reale solo a fatica, perché costruita da regole di un certo tipo. Il mondo di Zelda, invece, è esplicitamente videoludico, è un meccanismo, un campo da gioco in cui la presenza di regole e interazioni di un certo tipo è perfettamente naturale, atteso. La filosofia occidentale, insomma, pensa che il videogioco debba essere una simulazione della vita reale, la filosofia orientale, invece, non cerca in nulla la realtà, ma ricostruisce da zero l'universo in chiave strettamente videoludica, attenendosi alla pratica che faceva si che migliaia di astronavi attaccavano l'eroe muovendosi in bizzarre formazioni negli sparatutto dell'epoca d'oro. Insomma, non è un caso che il fenomeno dei giochi in free roaming, estremizzazione della simulazione di vita, sia profondamente legato a brand occidentali.
Bene, questo editoriale chiude, non senza una nota di malinconia. Comincio a sospettare che il mio harddisk principale stia per spirare. Al boot mi arrivano messaggi bizzarri. Una formattata globale alla partizione di root e una reinstalla pulita di Slackware ha riportato la situazione a una moderata vivibilità, ma aspetto da un momento all'altro il collasso. Non sono mai sereno in queste situazioni... ma si sa, è il ciclo della vita. Lo-Rez rinnova il proprio PC, il mio muore o stenta... oggi a me, domani a te. Che tutto questo vi sia di augurio per la più felice delle settimane.

“Bravo Muteking
contro i polipi neri tu stai
forza Muteking
solo tu puoi sconfiggerli sai”

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