Strip
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12 . 04 . 2008

Mi sento fortunato

La strip odierna illumina un angolino oscuro nella grandiosa cattedrale del pensiero di FTR, che senz'altro in questi anni avrà tormentato il sonno di più di un lettore: ma Link lavora in nero nella società di Cloud? Oppure l'uomo dal grosso spadone lo ha regolarizzato come immigrato dalle verdi pianure di Hyrule?
La Continuity vacilla, le nostre menti anche... ci sono aspetti della nostra serie Jobs che è meglio passare sotto silenzio.
Mi duole fare uno strappo alla regola e aprire qui una parentesi autobiografica: ma sarò breve. Il fatto è che ho vinto il concorso di CGSociety. Naturalmente non si premiava il merito artistico, perché in una simile compagnia non avrei avuto la minima speranza. Frequento CG Society da tempo, c'è un mare di arte strabiliante, e ho partecipato al sondaggio per eleggere gli artisti migliori: il generatore di numeri casuali ha poi scelto il mio nominativo tra tutti i votanti.
Detto fatto, mi sono visto spedire dall'Australia Exotique 3, un libro d'arte piuttosto carino, che raccoglie un fottìo di personaggi realizzati con mezzi digitali (gli unici mezzi, ormai). Il fatto degno di nota, invece, è che la vincitrice del sondaggio vero e proprio è stata Linda Bergkvist, il prodigio svedese che anch'io ho votato.
Il Fato ha quindi unito lei e me nel segno dell'Arte, il che mi fa piacere perché sono un suo grande fan (e anche perché, se dobbiamo dar fede al suo autoritratto, è una discreta gnocca).

Per uno strano scherzo del destino (ho sempre voluto dirlo), proprio in questi giorni è avvenuta anche la seconda vincita della mia vita, anche questa del tutto casuale e non legata a meriti personali. Quanto sono bravo!
Mentre mi trovavo in un imprecisato paese estero, nel corso di imprecisati eventi ho incontrato un paio di tizi che lavorano da Google.
L'impulso di inchinarmi e baciare il terreno su cui camminavano è stato forte.
Ad ogni modo, oltre ai consueti gadget da bimbi prodigio, i due mi hanno regalato un iPod Classic nero, 30 GB, con il logo di Google inciso al laser.
Da allora ogni volta che vedo il pulsante “Mi sento fortunato” non posso trattenere un sorrisetto.

In chiusura ho solo la forza di segnalare l'ennesimo video promozionale per Street Fighter 4, feat. Chun-Li vs Viper. Stravagante.

Lo-Rez: arte, storia, web design
12 . 04 . 2008

Economia di scala

Se settimana scorsa non fossi partito per la tangente con i miei deliri di moralità artistica, probabilmente già allora mi sarei dedicato all'argomento che terrà banco questa settimana e che è discendenza diretta dell'Ossessione del Momento, ovvero Exteel, che sebbene stia raggiungendo il giro di boa del mese di gioco (con trenta ore e passa all'attivo) non mi è ancora passata.
E' piuttosto ovvio che se dovessimo additare l'azienda leader del settore dei MMORPG non faremmo molta fatica a puntare il dito (ahimè non più pacioccoso) sulla Blizzard, perché i numeri di World of Warcraft, ormai paragonabili ai dati geografici di una piccola nazione, rendono vano qualsiasi paragone.
Ma, da bravi biNbi, commettiamo forse l'errore di confondere l'azienda con il prodotto, ci lasciamo ingannare da quello che il marchio rappresenta, facendoci sfuggire gli aspetti barbosi che derivano dall'avere una società e doverla costringere tutti i giorni a fare soldi. Se cerchiamo di applicare un filtro meno romantico alle nostre analisi forse forse dobbiamo ammettere che la NCSoft è un colosso a dir poco inquietante.
Quando i MMORPG nacquero, ai tempi di Dark Age of Camelot, scrissi su queste pagine (ovvio, naturalmente noi già c'eravamo) che bisognava trattare il rilascio di un MMORPG con cautela, perchè non si trattava semplicemente di inscatolare del software e metterlo su uno scaffale, ma anche fornire un supporto hardware e umano non indifferente, composto di server, sviluppatori, amministratori e promotori. Insomma, se si decideva di imbarcarsi nell'avventura di un MMORPG bisognava accettare che, alla fine dello sviluppo, questo non si sarebbe potuto abbandonare a sé stesso, ma avrebbe anzi continuato a spremere risorse, magari chiedendo infrastrutture che certi sviluppatori nemmeno si immaginavano di dover mettere in conto.
Su questo limite del mondo del multiplayer massivo la NCSoft ha costruito il suo potere, utilizzando il principio dell'economia di scala, proprio della cara vecchia economia old style dei tempi delle acciaierie e delle catene di montaggio. Perché è ben vero che un MMORPG comporta un'extra esborso che va al di là del suo sviluppo, ma nel momento che questi soldi sono stati impegnati (e impegnati con intelligenza) nessuno dice che, al secondo MMORPG prodotto, sia necessario farlo di nuovo e così al terzo, al quarto e così via... La NCSoft ha farmato la struttura che gli era necessario nel campo relativamente di basso livello della Corea dove, con pochi tocchi di classe, è riuscita a muovere volumi impressionanti di soldi e persone. Una volta raggiunta la massa critica e aver conquistato le spalle larghe di un second tier gli è stato estremamente semplice diversificare i propri prodotti e invadere il mercato di giochi di vario tipo che, spesso, non possono competere per numeri con World of Warcraft, ma che, presi assieme, vanno opportunamente a coprire tutti gli interstizi (ancora grondanti denaro) lasciati vuoti dall'elefante Blizzard. NCSoft ha raggiunto oggi una posizione tale che sviluppare un MMORPG le costa esattamente come sviluppare un'avventura grafica, perchè tanto tutte quelle pesanti infrastrutture di cui abbiamo parlato poche righe sopra le ha già e con sforzo irrisorio può adattarle a nuovi prodotti. Questo è il motivo per cui il suo parco prodotti è così vario e comprende sia long seller alla coreana come Lineage, sia universi in espansione continua come Guild Wars (che ha addirittura rivoluzionato il modo di vendersi!), passando per prodotti giocattolosi di più basso profilo (e guadagno) come il mio mai abbastanza amato Exteel. Il tutto senza dimenticare il tentativo di rivoluzione con nomi altisonanti operato con Tabula Rasa, ma ancora sotto indagine per quello che riguarda i risultati.
Il significato ultimo di questo discorso è naturalmente triste, come fredda e squallida è stata l'esposizione. Quello che voglio dire è che, come in tutte le attività economiche, il successo non si ottiene solo con una qualità superiore dei propri prodotti, ma anche sapendo muovere bene le proprie pedine e i propri soldi, mantenendo degli standard buoni, ovviamente, ma allo stesso tempo giocando le proprie carte nei punti giusti e al momento giusto.
Questa conclusione chiude tale editoriale, pubblicato con ritardo a causa della mai abbastanza maledetta Tiscali, con trascurabile compartecipazione di un venerdì sera passato per locali.

“Ransie e' una strega sempre dolce e premurosa sai
ma se si infuria allora sono guai
anche se adesso e' innamorata
lei non dimentica la meta, perche'...
Ransie una strega e'!”

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