Strip
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05 . 01 . 2008

This was a triumph

Mi rincresce proporre all'apertura del Nuovo Anno una brutale scena di assassinio. Eppure FTR è così, procede noncurante del Mondo, perso in una dimensione sua propria... credo sia la sua forza, ed è un po' anche la nostra.
È il problema di tutti i prequel: come facciamo a rendere credibile la morte di TheRabbit nel 1992, quando lo stesso personaggio è stato protagonista di altre storie ambientate in epoche successive, e tuttora è ospite regolare nelle nostre strip qui e su Multiplayer.it? D'altra parte lo abbiamo chiarito fin da subito, questa Grand Theft Rabbit è la serie che esplora il passato del coniglio, e racconta la sua genesi.

È stato un trionfo, concedetemi la citazione intellettuale. Il 2007 ha visto una crescita rigogliosa limitatamente al settore del Divertimento Elettronico, nel quale ha portato frutti succulenti, cibi prelibati per ogni palato.
Certo, il declino del PC come macchina da gioco procede inarrestabile, ma non dobbiamo soffrire per questo... Siamo creature fragili, ma dobbiamo essere forti, guardare avanti e cogliere le occasioni di felicità ovunque si presentino. Basta un nonnulla per spezzarci il cuore, ma ci vuol poco anche a farci contenti: può esserci gioia anche in un giorno di pioggia, come insegna Ayanami Rei. Stringiamo i denti e andiamo avanti. Possiamo cambiare, non è troppo tardi.
E allora il videogioco dell'anno è Portal, perché no: una cosetta piccina piccina, ma è il pensiero che conta, l'intenzione e la passione. Nel Mondo questo genere di cose raramente riceve la giusta considerazione, meglio premiarle almeno nei videogiochi. Ci sono state produzioni più curate, immensamente più fastose, alle quali hanno lavorato tantissime persone di talento, e mi dispiace sinceramente trascurarle per premiare Portal... del resto le premiazioni sono così, per uno che vince e gioisce tanti devono soffrire.
Portal però è un inno ai bei giochi di una volta, quelli che non vogliono fare cinema ad ogni costo. Portal ridona al mezzo videoludico una dignità e un'autonomia artistica che tante produzioni per le masse, invece, hanno perduto. E allora muori, Halo 3! Tutte le tue coreografie multimilionarie non valgono la gioia infantile di sparare un portale e saltarci dentro! Tutte le tue composizioni orchestrali non valgono 3 ore di silenzio, seguite da una canzoncina!
Se Portal è entrato nel mio cuore, come credo nel cuore di molti (a giudicare dal numero di premi che sta ricevendo in questi giorni), lo si deve in gran parte a quella canzone di Jonathan Coulton: è il momento in cui l'intelligenza artificiale (femmina, e dunque capace di perfidia inimmaginabile), si rivela completamente, e mostra la follia allucinante che l'ha consumata. Tutto in Portal mira a suscitare emozioni nel giocatore direttamente, senza intermediari, senza personaggi ingombranti con una loro personalità, o trame complesse. La personalità è la mia, sono io che gioco, e la trama è dentro di me. Credo sia così che dovrebbero essere i videogiochi.

Veniamo agli sconfitti. Portal è un'esperienza molto intima, ma ci sono altri giochi più tradizionali, tutto sommato meno ambiziosi, capaci di meravigliarci e divertirci. Assassin's Creed, ad esempio. Poteva essere migliore, ma nessuno finisce in galera per questo. Il finale poi apre orizzonti più ampi e complessi: questo gioco è solo il primo di una serie ed è fondato su una trama decisamente solida, che mi ha preso. Certo è una trama che mescola praticamente tutti i miti e leggende del mondo, dai Templari ad Atlantide al caledario maya... ma è fatta bene, le premesse sono interessanti.
Ci sarebbero tanti giochi degni di menzione, ma a questo punto preferisco concentrarmi su un genere che amo: gli RPG. Anzi, i generi sono due: RPG orientali ed RPG occidentali. Guai a citarli insieme, i fanatici sono piuttosto sensibili sull'argomento! La prima categoria, quella che io preferisco, ha visto due titoli emergere tra la massa: Shin Megami Tensei Persona 3 e Trusty Bell (Eternal Sonata nel mondo occidentale). Sia dell'uno che dell'altro ho già parlato. Stile e personalità abbondano in entrambi i giochi, ma Persona 3 è quello decisamente più hardcore e come tale destinato ad un pubblico selezionato.
Sul fronte occidentale, quello che io odio, si sono distinti The Witcher e Mass Effect. Il primo è un buon gioco, ottimo per chi non è offeso dal sistema di combattimento o dai soliti bug che affliggono molti giochi per PC da quando esiste il mondo. Il secondo è stato prodotto da una softwarehouse che io detesto, dopo averla apprezzata in passato. Mass Effect a quanto pare però è un tentativo incoraggiante per il futuro. Ne riparliamo tra 2 o 3 anni.
In una categoria tutta sua c'è Odin Sphere, che è l'altro mio Gioco Dell'Anno. Un action/RPG tutto in 2D ad alta risoluzione, con un'arte e un'ambientazione shakespeariana che fanno gridare al miracolo. Ha i suoi difetti, come li aveva Princess Crown tanti anni fa, ma non importa.

Gli anni passati quando stilavo questa tradizionale classifica di fine anno escludevo sempre il multiplayer: non sarà così questo 2007, perché quest'anno ha visto il mio ingresso nell'arena del gioco competitivo mondiale. A fare il miracolo è stato Team Fortress 2, che non a caso vanta una direzione artistica eccezionale. Ah, sì: anche il gioco non è male.
Concludo la rassegna con la sezione Cartoni Animati. Anche per gli anime è stata una gran annata, che ha visto sorgere opere maestose come Death Note. La mente mi suggerisce di premiare Death Note, ma il cuore... il cuore ha un debole per Red Garden. La storia triste di quattro ragazze morte mi ha conquistato. Sono belle, le storie tristi.

“I'm not even angry /
I'm being so sincere right now /
Even though you broke my heart and killed me /
And tore me to pieces /
And threw every piece into a fire /
As they burned it hurt because /
I was so happy for you”

Lo-Rez: arte, storia, web design
05 . 01 . 2007

Milestones

Potrei parlarvi di Zool e di quello che ha significato per me. Non sarebbe male se parlassi anche della Petizione di M.it contro la legge sui videogiochi (che intanto linko). Ma oggi, bhe, oggi non ho proprio tempo.

PERCHE' GIOCO TE, ALMANACCO DELL'ANNO PRIMA!

Ta-nanana-tana-tana-tanaaananana-tanana-pippiripippipiripirippippi-pippirippirippirippipì

Bha, eravamo partiti belli tamarri con una musica epica tipo sigillo di Oricalco, ma alla fine siamo scivolati al solito nell'oscida musichetta. Io ormai ci ho rinunciato e poi c'è decisamente troppo lavoro da fare...
Si, lavoro, documentare, riportare, censire le uscite PC degli ultimi dodici mesi, disegnare la mappa del 2007 così da chiarirci dove il pazzo mondo dei viggì ci ha portato. Il tutto all'ombra di GTR, che ci ricorda che le major non sono bastarde, ma bastardebastarde.
Quest'anno iniziamo coi MMORPG, genere che un tempo tenevo in fondo, perché è stato principalmente un anno di consolidamento o, meglio, un anno "sopravviviamo nonostante tutti giochino a WoW". Sono uscite espansioni per quasi tutti i giochi di punta: EVE Online, EverQuest2, Star Wars Galaxies, persino Dark Age of Camelot e Ultima Online (!!!), City of buoni/cattivi, Lineage, l'immancabile Guild Wars e chi più ne ha più ne metta. Naturalmente, visto che parliamo di semplici espansioni, in nessun caso parliamo di sensazionali innovazioni o titoli spaccacuore, ma comunque tutto materiale da documentare. Fedele, invece, al hype-aura che lo circonda, appena si è espanso World of Warcraft con la crociata infiammabile è venuto giù il mondo perché... perché... non lo so, ormai credo sia il caso di rispondere sempre e comunque "perchè è World of Warcraft, amen fratello". Per quello che riguarda forze fresche lanciatesi nell'arena, invece, abbiamo solo due nomi, entrambi con titoli dalla pesante responsabilità: uno è Lord of the Rings - Shadows over Angmar, che però semrba già abbastanza sbiadito, mentre l'altro è Richard Garriott's Tabula Rasa, uscito da non molto, di cui vi abbiamo parlato quasi un po' troppo e che sembra però non essere riuscito nel suo intento principale, ovvero ridisegnare le regole dei MMORPG e imporsi come nuovo termine di paragone (robetta, insomma). Come sempre in questi casi, però, è saggio aspettare gli sviluppi. Star Wars Galaxies, ad esempio, appena uscito faceva molto meno schifo di ora... no, tanto per dire. Infine, per i feticisti dei JRPG e robetta collegata (tutta gente che qui si presenta spesso), ha firmato il libro dei partecipanti Sword of the new coast: Granado Espada. Un gioco... bhe, per feticisti dei JMMORPG...
Per oscuri meccanismi propri della serendipità, i MMORPG chiamano gli RPG per bimbi solipsistici. Quest'anno non possiamo registrare pezzi da novanta come avevamo fatto l'anno scorso (Oblivion si è comunque espanso, eh!), ma comunque sono passati di qua Jade Empire direttamente dal mondo console, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti, l'albino The Witcher, bimbo prodigio del genere e Hellgate: London altro titolo partito a cavallo e tornato a piedi (come la superbia). Non un'esplosione di vita, ovvio, ma comunque robetta intrigante che non si esaurisce esattamente in un pomeriggio, anche se ammetto che non parliamo esattamente di roba hard (no, non nel senso delle donne nude) e che qualche statistica in più ce la avrebbero potuta regalare... il trend comunque, sembra abbastanza comune agli ultimi anni.
Parliamo di azione, adesso. Per quello che riguarda action-adventure, survival Horror, sparaspara si-però-in-terza-persona, abbiamo la solita insalata di titoli tra il mediocre e il non clamoroso. Resident Evil 4, convertito, con il suo punto di vista d'avanguardia, Tomb Raider Anniversary, da sorbire in nostalgia mode, Obscure 2, per chi si sente maggiormente sfiziato dalle atmosfere scolastiche assassine. Poi c'è stato Kane & Lynch che... bhe, se con questi editoriali ci mangiassi sarebbe stato un gioco strepitoso.
Il mondo degli FPS è invece, come di consueto, ricco di pezzi da novanta per un motivo o per l'altro. La stagione l'ha vinta di diverse lunghezze Bioshock per trama, atmosfera, varietà e giocabilità, non c'è storia. Dietro di lui però si assiepano titoli di tutto rispetto come il quarto Call of Duty (ambientato ai giorni nostri), Jericho (luci e ombre), Timeshift (affascinante, ma imperfetto) e Crysis, che probabilmente è già il capolavoro della prossima generazione, per quanto già oggi sia un notevole benchmark per quanto aggiornate la vostra macchina. Da non dimenticare poi il redivivo S.T.A.L.K.E.R., che ha portato tante buone idee e tanta atmosfera, lasciando comunque la sua rispetabile firma nell'anno. Le rudi giungle del basso profilo invece vi attendono se accetterete la sfida di Ghost Recon - Advace Warfight 2, mentre dal mondo console sono arrivati Halo 2 (2, non 3) e Gear of Wars, con tutto quello che significano e hanno già significato sui sistemi d'origine. Nuova linfa ha anche ricevuto il sottogenere degli FPS principalmente online, riproponendo l'antica disfida. La id ha presentato Quake Wars, mentre finalmente possiamo nuovamente rendere omaggio al Re, l'immarcescibile, intramontabile, sempre uguale a sé stesso, ma pazienza Unreal Tournament 3. Il terzo giocatore di questa partita online è indubbiamente Team Fortress 2, che però introduce un argomento ancor più sugoso, ovvero l'Orange Box, simpatico bouquet di videogiochi che ci ha ridato Gordon Freeman, ha rinverdito il suddetto TF, ma soprattutto ci ha elargito Portal, l'esperienza principe in giocabilità per l'anno passato, una stoccata dritta al cuore di gameplay, carisma e cubi amorevoli. Ah si, poi è uscito pure Shadowrun, ma tanto non se lo è filato nessuno.
Dopo tutta questa adrenalina ancora voglia di muovere le dita? Ok, ok, godetevi Rayman Raving Rabbids (da poco scaricabile aggratis, il piccolo grande Geometry Wars, che ha ricordato al mondo che gli shoot'em up funzionano e magari i soliti PES e FIFA, aggioranti all'anno attualmente in corso.
E' con voce rotta dall'emozione che vi annuncio che la più cicciuta lista dell'anno dovrò stilarla per i giochi di strategia, nobile arte che sembrava andata perduta, ma che piano piano stiamo riguadagnando. Tante good'ol saghe che ritornano: Europa Universalis (terzo capitolo), Settlers, Civ per il fronte più trategico-gestionale, mentre gli RTS veri e propri ci hanno donano niente meno che un nuovo Command & Conquer, dovuto al fatto che non si può uccidere il messia. La saga di UFO (quella nuova) segna un nuovo capitolo... questi giochi, prima o poi, devi recuperarli assolutamente. Lo so, sto nascondendo l'asso: il gioco dell'anno per il genere strategico è Supreme Commander (già pure espanso) con dei robot groooossi, tanta giocabilità e mappe enormi. Forse si è riaperta un'era, forse, al di là di Starcraft 2, le software house riprenderanno ad incrociare il codice per darci i migliori eserciti da comandare, forse non tutto è perduto. Già che ci siamo, poi, non dimentichiamoci il buffo Overlord e il più realistico World in conflict, altri titoli che sembrano dire bene.
Per chiudere il nostro affresco non mancano che le avventure grafiche. Quest'anno è stato attraversato nella sua intierezza da Sam&Max che, realizzando con successo il modello ad episodi, sono stati presenti tutti i mesi con nuove avventure. Già oggi è in giro l'inizio della seconda stagione, che ci promette di avere tra i piedi cane e coniglio per almeno altri sei mesi. A parte questo interessantissimo progetto (ne ho anche parlato, in passato), direi che bisogna riportare il nuovo gioco di Sokal, Sinking Island, uscito con un profilo molto più basso di quello che fu di Paradise e comunque con molte meno imperfezioni, da tenere in considerazione se si è appassionati del genere. A tutto questo aggiungiamo il seguito di Runaway, un Assassionio sull'Orient Express e altri titoli che hanno puntellato la stagione qua e là. Credo valga quanto detto l'anno scorso: le avventure grafiche ci sono. Non arriveranno mai sulle copertine, ma ci sono.
Chiuso il barboso elenco di fatti e fatterelli arriviamo alle conclusioni, le riflessioni sul momento. L'aggettivo adatto all'anno appena passato è "polarizzato". Un anno polarizzato nei tempi, visto che la sella di uscite importante tra i due natali è risultata più buia e fredda del solito e polarizzata nei generi, visto che abbiamo avuto circa in ogni campo un titolo clamoroso che, con pochi avversari, ha arraffato tutto. Sembra che le major abbiamo deciso che, su PC, il muro contro muro e lo scontro aperto non pagano più e quindi hanno deciso che, nel caso lo spirito del tempo sia già orientato verso un certo titolo, loro non faranno nulla per cambiare la sua direzione, ma si limiteranno a scavarsi altre nicchie e altre tane. E' un atteggiamento che comunque è concorde col fatto che non siamo più la landa del latte e del miele e che non si possono sacrificare troppi soldati per conquistarla. Eppure, tutto sommato, per il futuro sono moderatamente ottimista (e non mi capita mai, eh!). CI sono delle idee, c'è ancora qualcosa di vivo che si agita sotto la cenere. Probabilmente ormai sono cose impercettibili per chi non sia fino alle caviglie nel mondo PC, probabilmente dall'esterno continuiamo a sembrare una landa desolata, ma secondo il mio parere qui giù a Moria c'è ancora un nano che respira.
Ed ora vi lascio cari, andate a riposarvi dopo l'asfissiante pratica dell'almanacco di fine anno, anche questa volta siete sopravvissuti e quindi siete più maturi, più saggi e più vecchi. Ma forse anche no.

“I'm Lookin' For Some Alien Toilet to park my bricks... who's first?”

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