Strip
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08 . 09 . 2007

Il ritorno del re

C'è qualcosa che non va con i colori, lo so.
Ci sono lunghi periodi in cui dedico al disegno una media di 2 ore alla settimana, e senza allenamento la mia tecnica progredisce lentamente. Quando mi pare di aver ormai afferrato il segreto per disegnare dei fondali decenti (un compromesso vergognoso tra tempo necessario e qualità finale), ecco che spunta il problema dei colori... la gente seria fa corsi a pagamento dedicati a questa roba, mentre io non ho mai maneggiato un istogramma della temperatura del colore in vita mia. Sarà il caso di cominciare.
Ad ogni modo, la strip di oggi è più o meno la terza tavola del Ventaglio 4 di Kunoichi Clara, la nostra serie dedicata all'Oriente. Chi non si orienta più nella storia può tornare indietro di un paio di pagine, oppure ripassarsi tutto l'archivio dall'inizio. Buona fortuna, in quest'ultimo caso.

Mentre ero girato sono successe un fottio di cose sulla scena del divertimento elettronico, e pensare che ancora non è iniziato il Tokyo Game Show! Ma andiamo con ordine.
Da un paio di mesi oramai si rincorrono le voci su un nuovo picchiaduro 2D di Capcom. Vi prego di prendervi un minuto per meditare in silenzio su questa affermazione: stiamo parlando della softwarehouse che ha inventato il genere, tanti secoli fa. Ed ora il gioco è qui, tra noi (si fa per dire, in realtà è in Giappone), e si intitola Sengoku Basara X. La “X” si pronuncia “cross”. Alta risoluzione, pochissimi personaggi, ma disegnati belli grossi: l'ambientazione e l'uso delle armi da taglio fanno di questo gioco l'alter ego di Samurai Showdown, la serie della concorrente SNK.
In queste settimane si stanno svolgendo i loke-test nelle migliori sale giochi di Nippolandia, ed emergono resoconti abbastanza bizzarri... ma del resto poteva essere altrimenti? A quanto pare il 90% del pubblico è costituito da ragazzine asiatiche (!), un fatto strano perfino se si tiene conto della follia nipponica. La spiegazione data dagli analisti del settore è che Capcom abbia specificatamente cercato di attrarre il pubblico femminile, con una serie di personaggi maschi dal chara-design particolarmente affascinante. Mi sembra giusto.
So che a questo punto il nostro pubblico sarà abbastanza demoralizzato, ma vi rimando comunque a qualche filmato rubato dai suddetti loke-test.

Sempre a proposito di Capcom, nel cuore dell'estate è uscita un'intervista all'artista delle copertine occidentali delle cartucce di Street Fighter 2 per SNES e Megadrive. È straordinario fare la conoscenza, dopo tanti anni, con l'autore di quelle immagini che da bambini ci hanno fatto tanto spasimare, quando le vedevamo nelle vetrine dei negozi e nelle pubblicità delle riviste videoludiche.
L'intervista è molto interessante, anche se questo Mick McGinty mi è parso un mezzo ebete, e vengono svelati dei retroscena sulla occidentalizzazione delle illustrazioni che arrivavano dal Giappone. A quanto pare il povero artista non ha mai neppure visto il gioco in azione, e si è sempre basato sui bozzetti scarabocchiati che gli spediva Capcom Japan.

Dulcis in fundo, una prelibatezza per veri connoisseurs: sono apparse le prime immagini del nuovo gioco dagli autori di Odin Sphere. Odin Sphere, come ho già detto, è il mio personale ideale di videogioco che si è fatto realtà fisica. Questo nuovo gioco pare molto simile, un action RPG in 2D, e l'arte se possibile pare ancora più affascinante. L'ambientazione è il Giappone mitologico, e il titolo provvisorio è Oboro Muramasa Butouden... non che questo ci sia di molto aiuto.
Curiosamente, hanno scelto di farlo per Wii. In fondo è la scelta più logica, ed è importantissimo che esista una console meno potente delle altre, in modo da raccogliere questi giochi coraggiosi che altrimenti non troverebbero nessun mercato.

“The moment you decided to /
Let love in /”

Lo-Rez: arte, storia, web design
08 . 09 . 2007

...to be continued

La prima stagione della serie di Sam&Max si è conclusa e direi anche felicemente, considerando che una seconda è in cantiere. Penso sia il caso di soffermarci un attimo su quello che significato, perchè, anche in prospettiva futura, il progetto a mio parere è seriamente interessante.
Intanto diciamo che S&M è l'unico genuino esempio di videogioco ad episodi della nostra epoca. Quello che hanno provato a propinarci con Half-Life alla fine si è rivelato una mezza buffonata, perdonatemi, perchè non è possibile che tra i vari episodi intercorra il tempo che sta intercorrendo... quello che alla fine è il risultato di quell'esperienza è un mezzo tentativo di vendere giochi brevi che tengano viva l'attenzione sul brand a costi limitati.
Sam & Max, invece, sono stati sparati a mitraglia con buona frequenza così da rimanere a lungo, nonostante per brevi flash, nella vita del videogiocatore. Certo, visti con uno sguardo piuttosto cinico sono stati un gruppo di piccoli giocattolini buoni solo per trastullarsi durante le ore di lavoro, assolutamente niente di epocale, ma comunque, nella Storia, rimarranno nuove gag e nuove avventure della coppia cane e coniglio, ci si ricorderà di averli potuti comandare in punta di mouse per altre vicende oltre a quelle relative a Hit the Road (che, caspiterina, devo ancora concludere, mannaggia a lui). Le creature di Purcell, che erano state ritenute poco fruttuose da personaggi illustri, hanno artigliato il mercato, lasciando il loro piccolo, profondo segno.
Le avventure grafiche, un giorno, non verranno più considerate videogiochi. E' un processo inevitabile, già in corso da alcuni anni. Dovranno farlo per non morire assieme al mercato PC, dovranno farlo per cercare utenti nuovi, persone disposte a vivere avventure anche senza essere considerati videogiocatori. Lo faranno perchè il bisogno di raccontare una storia (che le ha comunque sempre contraddistinte) sovrasterà il mero desiderio ludico e coloro che le realizzeranno saranno semplicemente narratori avidi di nuovi media (Sokal, da questo punto di vista, si può considerare un precursore).
Una delle vie preponderanti per portare questa (dolorosa) evoluzione a compimento potrebbe essere quella aperta da Sam & Max. Quello che mi aspetto è business floridi e di lunga vita al di là di quanto finora fatto. Ormai le nuove generazioni ragionano già di per loro ad episodi, lo dimostra il fiorire di serie TV a stretta continuity di ogni genere che riempioni i palinsesti (e, finchè sono legalissime opere non importate, la soma dei nostri muli). Considerate quante serie nascono e muoiono in un battito di ciglia, guardate quanti cadaveri mozzati alla prima stagione si lascia dietro ogni anni SCI-FI Channel e consimili. Ora provate a buttare la metà delle risorse buttate al vento in questo modo in videogiochi episodici della qualità di Sam&Max... videogiochi dai vari scopi, ovviamente, non per il nostro semplice sollazzo. Magari potrebbero essere realizzati al posto di tutte quelle prime stagioni fallimentari per verificare i gusti del pubblico, oppure potrebbero essere spin-off di serie già esistenti per sfruttare script che non potranno apparire su schermi. Vili ripieghi mediatici, naturalmente, almeno all'inizio, ma con tutti i potenti mezzi che oggi mette a disposizione il web per la loro distribuzione pensate di poter valutare ad oggi la Babele che potrebbe scatenarsi?
Io la butto lì, immaginare il futuro non costa niente, soprattutto finché si è piccoli mentecatti di quartiere come il sottoscritto, mi sembra naturale che, se veramente i PCisti sono giunti al loro requiem, qualcosa dalla loro distruzione si salverà, anche se naturalmente nulla sarà come prima.
Volete una prova della fuggevolezza della vita e di come la tristezza, quando cade in fondo al cuore, come un fiocco di neve non fa rumore? Un'oscida vitina ha pregiudicato la mia vita di videogiocatore nell'ultimo periodo, una piccolezza così... bhe... piccola, da opprimermi. Voi sapete che il computer su cui sto lavorando lo ho assemblato da me, soddisfando uno dei cinque pilastri della religione nerd e, naturalmente, ogni vitina era stretta in modo ineccepibile. Peccato però che, sempre come dovreste sapere, ho avuto quella piccola disavventura della ventolina che, sfortunatamente, mi ha costretto a mandare in assistenza la macchina. Com'è, come non è, col passare del tempo la vite preposta a tenere fissa la scheda video si è lasciata sfuggire il prezioso carico col risultato che, negli ultimi tempi, il mio video, in momenti casuali, andava in acido e crashava il computer. Problema che si presentava sistematicamente con l'uso di videogiochi con grafica impegnativa. Io sono fatto alla mia maniera, ci metto un pochino a metabolizzare queste cose e così, dopo aver cercato, invano, in internet spiegazioni per il mio malessere e qualcosa che potesse essere una diagnosi sensata, mi sono deciso ad aprire la macchina e subito è saltato all'occhio che la mia bella NVIDIA pascolava in pascoli non suoi.
Ora che è tornata la normalità nella foresta e la macchina ha ripreso le piene potenzialità non è che giochi come un ossesso, visto che il tempo è rimasto comunque quello che è, ma, complici anche gli ultimi brandelli di ferie, sto riguardando un po' di cosine. Intanto, come già feci in un passato lontano, credo che non vi farebbe male fare un giretto su Bang Howdy, atipico strategico a turni a sfondo western. Rispetto a quando lo frequentavo in passato sono aumentati i contenuti e le opportunità. Certo, ormai per sbloccare ogni minima robetta è necessario spendere denaro sonante vero, ma non è assolutamente impedito giocare senza sborsare una lira. In verità, a studiare bene le cose, con un esborso minimo si può riuscire senza problemi a ottenere tutto quello che si vuole, anzi, sto addirittura valutando se farlo, anche se so che la passione per questo gioco sarà passeggera.
Un'altra robetta con cui passo il mio tempo è Far Cry. No, bhe, non l'ho scaricato adesso che è gratis, TGM aveva già provveduto a passarmelo un po' di tempo fa. Io non sono per l'eroe in camiciona colorata e tamarro, ma a tratti è un gioco abbastanza divertente... forse nel complesso lo si è un po' sopravvalutato, perchè mi sembra un FPS abbastanza standard, se togliamo alcune piccole scelte tattiche fattibili nelle locazioni esterne, ma è comunque bello giocarci. Perchè, perchè, perché però non riesco a trovare un gioco in cui le armi mi diano la soddisfazione che mi davano quelle dell'immortale Soldier of Fortune?
Siamo arrivati ai saluti, direi che la lunghezza degli editoriali non è già più un problema, e siamo ancora in periodo di stanca! Come probabilmente sapete da settimana scorsa Italia1 ha cominciato a fare Heroes. Non l'avevo visto eMulato come hanno fatto molti e ho passato diverso tempo a chiedermi se non fosse la solita teenata alla Smallville, ma ho deciso che ora che era sui canali nazionali una chance potevo dargliela. Ne sono rimasto notevolmente impressionato, è una serie che rischia di essere seriamente maiuscola. Mi piacciono i toni alla Kingdom Come, mi piacciono i personaggi e mi piace quella sottile patina d X-Files che si respira qua e là, tra uomini con gli occhiali di corno e mappe appese alle pareti di gente fuori di melone. Merita che gli si tenga addosso gli occhi fino alla fine, sul serio.

“Q: Can I use my Force FX lightsaber for dueling?
A: This product should not be used to strike others. Although the blade is very durable, it should never be used for fighting or dueling. The Force FX lightsaber was produced as a collectible; it was not intended for dueling. That said, we've had several successful Lightsaber battles here at the ThinkGeek offices. How can you resist especially with the 'clash' sound effects that occur when the blade strikes another object? ” (bhe, se proprio non sapete cosa regalarmi...)

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