Strip
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14 . 07 . 2007

Il linguaggio delle Pubbliche Relazioni

Da qualche settimana Clara è stata assunta come PR, ed è come dire che è passata al Lato Oscuro, nel settore dei videogiochi come in ogni altro. Eppure non vorremmo mai che questa svolta nella sua carriera attirasse sulla povera piccola Clara il biasimo di orde di videogiocatori disgustati... dopotutto, la colpa è solo nostra. In questi giorni poi il suo mestiere ci torna estremamente comodo, e ci permette di infilare anche nelle strip della serie Jobs dei riferimenti all'attualità: si dà il caso infatti che, anche se un po' in ritardo, questo weekend a Santa Monica si tenga l'E3 2007.
Altri hanno già discusso del rinnovamento radicale della fiera più importante del settore, che nella sostanza si è ridotto a cacciar via le sgualdr... le “booth babes” che infestavano i padiglioni, e nello scremare il pubblico sbattendo la porta in faccia alle masse di sfigatelli allupati che scrivono su un blog qualche idiozia a tema videoludico, e per questo pretendono di essere Giornalisti Del Settore.
Non che i Giornalisti Del Settore propriamente detti siano molto meglio, intendiamoci, ma almeno sono pochi.
Un E3 2007 più civile, se vogliamo, anche se in fondo fare una Fiera dell'Intrattenimento civile e professionale è un po' un controsenso. Ad ogni modo chissenefrega, per noi che lo seguiamo comunque dai nostri monitor è cambiato poco... in ogni caso non avremmo, ad esempio, avuto l'opportunità di incontrare di persona Jade Raymond, per farci spiegare da lei le raffinatezze del sistema di controllo di Assassin's Creed. Tra l'altro, pare che Jade sia in grado non solo di sorridere in maniera graziosa e sparare sciocchezze da PR, ma anche di sporcarsi le mani scrivendo codice... e questa sì è una notizia che mi lascia basito. Un'altra perla che si può rintracciare nella sua scheda biografica è che le piacciono i giochi in cui appaiono (testualmente) “monkeys, peculiar Japanese names or zombies”.

Se c'è qualcuno che può offuscare la magnificenza di un titolo come Assassin's Creed, ebbene è Jade... ma immagino che il pubblico femminile potrebbe pensare la stessa cosa di Gears Of War e del suo sviluppatore capo, CliffyB. Ma naturalmente non esiste, un pubblico femminile.
E allora godiamoci l'annuncio di Gears Of War per PC, che arriva come un sorso d'acqua fresca in un deserto infuocato. Non ricordo infatti nell'ultimo anno un solo titolo apprezzabile che sia stato in esclusiva per computer: ma io sono di parte, ormai lo saprete. L'aspetto ironico di questa situazione è che su PC abbiamo a disposizione una potenza mostruosa (pagata a carissimo prezzo, ovviamente), eppure per mettere sotto sforzo quella dannata GPU da 500 euro compatibile DirectX 10 dobbiamo aspettare la roba che arriva dalle console.
L'altro annuncio fenomenale dell'E3 arriva da Sony, che ormai ha consolidato la sua posizione e ci ha dato solide certezze sul futuro: Sony ci odia. Sony odia l'Europa, e ci nega non solo il taglio di prezzo, ma anche la versione da 80GB della PS3, l'unica che avrebbe senso acquistare.
Le ragioni di questo rancore noi abbiamo provato a spiegarle in questa strip, ma le dichiarazioni dei tizi Sony aggiungono la beffa al danno: a detta loro gli europei “premiano il valore aggiunto”, e dunque un taglio di prezzo non sarebbe stato efficace. Immagino sia un modo buono come un altro per darci degli idioti.

“È ora di abbandonare la trasformata di Fourier.”

Lo-Rez: arte, storia, web design
14 . 07 . 2007

Giusto due appunti

La piccola E3, professionalizzata e ristretta affinché dia all'industria dei videogame un'aria di serietà che oggettivamente non merita, pur smettendo di essere spettacolo mediatico fracassone non può essere ignorata, perchè rimane comunque il culmine della stagione estiva e, in un certo senso, un'occasione per visionare la direzione del viggimondo a bocce ferme.
Naturalmente parliamo di console visto che il PC ormai sembra buono soltando per i giochini flash accattabili via internet. Per il caro vecchio IBM-compatibile sembra ormai configurarsi una deriva tragica contro cui poco possono fare persino annunci come quello di Starcraft II. Una volta che le console avranno conquistato i MMORPG (e lo faranno) sarà veramente difficile dargli un'identità che abbia un minimo di senso. Le piattaforme casalinghe invece sono ancora il tasto caldo della pianola, sia per una console war ancora non decisa (e per cui si annunciano stravolgimenti) sia perchè stanno scollinando oltre l'epoca Playstation e dopo essere entrate nelle camerette di molti giovani in cerca di divertimento ora puntano ai salotti, alla famiglia tutta, nella ricerca di sostituire il focolare domestico.
Se dovessi schematizzare le quotazioni delle tre case principali a valle delle loro conferenze darei le quotazioni di XBOX360 in salita, quelle di PS3/PSP stabili, con buone prospettive per il futuro e quelle di Nintendo in netto ribasso. Non che si pensi che arrivo a queste sentenze solo per un rigurgito di antipatia nei confronti dell'eccessivo successo della N nel mondo e non si creda nemmeno che sia diventato boxaro tutto d'un tratto. Credo che ci siano dati oggettivi per queste valutazioni, tanto che paradossalmente si potrebbe arrivare a credere che le stesse case se le siano affibbiate da sole.
XBOX360 si è ormai consolidata come una signora macchina. E' occidentale e questo è un difetto da non trascurare, ma paradossalmente sembra essere quella più adatta ad un ambiente come la fiera dell'E3. Gli uomini di Piccolo&Morbido hanno messo subito l'accento sui videogiochi, senza mezze misure e si sono impegnati soprattutto a dire quanto è bello vederli girare sulla loro macchina. Una volta questo sarebbe stato pagina tre del "manuale della perfetta conferenza", ma oggi non è cosa così comune. XBOX360 si presenta nel modo più lineare (e forse per questo di impatto) possibile: infili i CD, carichi il gioco e ti diverti di brutto.
Il caso SONY è decisamente più delicato. Stiamo parlando di due console (PSP e PS3) che, prima di poter dire qualcosa di interessante, devono soprattutto risollevarsi da una situazione non facile. La conferenza SONY ha fatto respirare, secondo me, aria di restaurazione. Il desiderio principale dei papà della Play è stato rassicurare il proprio popolo che sanno dove stanno andando e che è la direzione giusta. Tretton e soci hanno dimostrato che le potenzialità che PS3 aveva alla sua uscita sono ancora tutte lì e che ora è necessario semplicemente concretizzarle, razionalizzarle, sfruttarle. Lo stabile che gli ho affibbiato è dovuto al fatto che comunque ancora di potenzialità parliamo e quindi bisogna ancora aspettare di vedere cosa ne sarà del salto.
Il suicidio Nintendo invece ha un sapore strano, amaro, inquietante. La grande N ha sempre dato grandi prove di autoflagellazione e dimostrato sempre grandiosa miopia. Questo sito è pieno di riferimenti alle loro folli strategie di marketing, ma, fino ad oggi, accanto alla stigamizzazione di quanto i giappi più giappi facevano, ero sempre solito accostare anche lodi di carattere sentimentale, perchè spesso le loro stupidaggini venivano fatte per troppo amore per un certo modo di porsi nei confronti dei videogiochi e per un senso nostalgico del videludo molto glamour.
Oggi invece Nintendo decide di passare il tempo della sua conferenza a dirci quanto è figa (non sono bastati MIGLIAIA di articoli di giornali) e a spiegarci quanta gente comune comprerà il Wiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii domani. Piacere, ma di gente comune, all'E3, se ne trova pochina. Le massaie vanno massimo massimo alla fiera dell'artigianato che si svolge pure in un altro periodo e i padri di famiglia è già tanto se portano i figlioletti al Motorshow. Insomma, che Nintendo marci su giocattoli ridicoli e giochi enigmistici da ombrellone non è un segreto e non è nemmeno un male, consdierando la quantità disgustosa di denaro che gli permette di incamerare. Ma che venga a vantarsi di tutta questa fuffa di fronte al consesso dei Veri Videogiocatori mettendo in campo una pedana per lo step ed esortando le creature più nerd, pigre e sedentarie del pianeta a fare ginnastica è un insulto a tutto quello in cui crediamo in questo sito.

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