Strip
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23 . 06 . 2007

Ruoli Improbabili

La strip della settimana scorsa introduceva la nuova professione di Clara, ed oggi la possiamo ammirare finalmente all'opera: il suo primo incarico si preannuncia piuttosto impegnativo, e metterà senz'altro a dura prova le sue neo-acquisite tecniche di PR-aggio.
Per farci perdonare la battuta su Daikatana (obiettivamente un bersaglio fin troppo facile, e un ingrediente fisso del repertorio di ogni buon vignettista satirico) si è pensato di far sfoggiare a Clara un nuovo abbigliamento: i toni caldi potrebbero far pensare, se siete dei patetici ossessionati, ad una certa distribuzione linux di moda oggigiorno... ma se un condizionamento c'è stato, ebbene giuro che è stato involontario. Del resto, occorre essere parecchio perversi per associare nella propria mente deviata concetti tanto diversi, e oserei dire opposti, come Unix e la grazia femminile! Ehm.

Mi rendo conto di aver fatto mancare da queste colonne, per troppo tempo ormai, le mie consuete segnalazioni di arte videoludica. Cercherò di rimediare: intanto c'è questo Art Of Midway che si configura come un'opera interessante. Midway non è certo il primo editore che mi viene in mente quando penso alla buona arte, eppure non bisogna dimenticare che nel loro repertorio c'è roba come Mortal Kombat e Stranglehold (di prossima uscita), che hanno fatto vedere pur sempre qualcosa di positivo. I bozzetti per le ambientazioni di Stranglehold, in particolare, sono impressionanti.
E poi c'è quest'altro volumetto, 260 pagine che presentano una rassegna di artwork da vari videogiochi, scelti da una rivista del settore. Le scelte, a dire il vero, mi paiono abbastanza bizzarre, quasi che... inconcepibile! Quasi che gli autori abbiano ricevuto un compenso per inserire certi titoli piuttosto che altri. Ma naturalmente è solo un'ipotesi fantasiosa e sicuramente impossibile.
Da parte mia, vorrei menzionare un titolo che mi ha colpito parecchio, Dragoneer's Aria. Il gioco in sé è un RPG orientale probabilmente nella media (con il difetto di essere per PSP), ma l'arte è favolosa. Ho l'impressione di riconoscere lo stile dell'artista, ma non saprei dire con precisione di chi si tratta: mi ricorda un po' Takuji Kawano, o anche l'immenso Kim Hyung Tae, ma se fosse davvero lui lo avrebbero certamente pubblicizzato. O almeno spero.
Infine una notiziola che c'entra poco con l'arte, o forse invece c'entra moltissimo, a seconda dei punti di vista: l'argomento è Jessica Alba. Mi ha molto impressionato la notizia che poteva essere lei ad impersonare il ruolo di Chun-li nel film di prossima uscita dedicato appunto al personaggio di Street Fighter.
Ora, naturalmente si trattava di una scelta improbabile, dopotutto Chun-li è una graziosa cinesina, mentre J. A. ha tratti tutt'altro che orientali. Per non parlare del fatto che il suo compenso da solo sarebbe stato 5 volte l'intero budget dedicato al film. Ed infatti, nella loro saggezza, i produttori hanno pensato bene di affidare il ruolo dell'amatissima Chun-li a... una bionda alta 1.8m.
Suppongo non ci sia davvero scampo al nostro destino: i film tratti dai videogiochi sono destinati alla mediocrità più abissale... la mia unica speranza ormai è nel film tratto da Prince Of Persia, che si preannuncia come un seguito spirituale dei Pirati dei Caraibi con un'ambientazione medio-orientale... potrebbe essermi perfino più gradito di una martellata sulle gengive, il che sarebbe una novità per questo filone cinematografico.

Lo-Rez: arte, storia, web design
23 . 06 . 2007

I sequel della vita

Second life sta diventando fastidiosamente famoso, pervasivo, sulla bocca dei frequentatori dei salotti (mediatici) buoni, pietra di paragone a sproposito nelle discettazioni semi-impegnate. Fastidiosamente famoso perchè mi dà fastidio che un videogioco raggiunga fama, impatto sociologico e prestigio solo nel momento in cui riesce a fare in modo che nessuno più lo chiami videogioco. Questo stratagemma è una stortura che la nostra società moderna usa spesso e volentieri con i media che non le piacciono o che non accetta, per fagocitarli, digerirli e sputarli fuori assieme a saccenti sentenze.
Certo, se fossimo in pubblica piazza o magari in un forum a questo punto si alzerebbe dalla sedia quello che ne sà più di me per dirmi che Second Life è più di un videogioco, ma visto che siamo invece a casa mia, nel mio piccolo circo, permettetemi di ignorare questa ulteriore bruttura dialettica e tirare dritto. Second Life è un affascinante prodotto software con enormi potenzialità, è un infrastruttura digitale non male, ha dimostrato di saper spendere bene le sue carte, su tutto ciò non vi è dubbio, ma non posso arrivare a credere sotto nessun punto di vista che sia diverso da un buon World of Warcraft o esperienza similare, solo perché non comporta obiettivi precisi, non ha un'ambientazione precostituita fantastica ed è finito più volte a Studio Aperto. Al massimo, possiamo dire che per certi versi Second Life potrebbe essere quello che i MMORPG avrebbero voluto essere, ovvero un'esprienza di ruolo, in cui si impersona un personaggio, ancor prima che un valzer di statistiche e armature epiche, ma è anche vero che in questo la sua sfida è di minor entità, perchè induce ad essere chi si vuole senza nessuna regola, nessun limite, nessun contesto, non pretende di calarsi in una parte o farsi affascinare da un mondo diverso dal proprio.
Quello che giudico pericoloso in Second Life, per come la sua onda all'interno dello spirito del tempo sta crescendo, è come stia mutando, ora che è lontana dalla sua identità la componente videoludica. E' il modo in cui emergono oggi aberrazioni che cercano di equiparare il mondo virtuale a quello reale e, peggio, prendono sul serio il mondo virtuale, cosa che il Vero Videogiocatore, che ne dica lo psicologo di turno, si guarda bene dal fare (per il Vero Videogiocatore giocare è una cosa seria, non il gioco). Sarà su queste traballanti basi di pensiero che nasceranno nuove filosofie che non intacchernno i nostri palazzi in viggilandia, ma devasteranno le campagne circostanti.
Essendo oggi la vena editoriale piuttosto potente, volevo tornare un attimino sulla strip M.it di settimana scorsa, per un interessante parallelismo che mi ha fatto venire in mente. Oggi, con quest'idea di coinvolgere le massaie, XBOX360 si riallinea alla strategia di partenza del Wii. Ieri, Sony col sixaxis a sua volta diede l'impressione di riallinearsi alla N. Il Wii è, ad oggi, un fenomeno di costume complesso e in gran parte inatteso. Potrebbe essere effimero (scoprirete domenica una voce illustre che dice ciò) ma in ogni caso il suo impatto sta attirando come un buco nero le strategie dell'intero mondo console, deformando lo spaziotempo economico-sociale. Credo che ci fosse bisogno di qualcosa del genere, la console war della generazione precedente ebbe un risultato talmente scontato da annoiare subito. Questa invece ci tiene ancora tutti alla finestra, col fiato sospeso, per vedere la prossima mossa dei contendenti, ormai incapaci di prevedere le prossime settimane, pronti a guardare i risultati di vendita peggio di novantesimo minuto la domenica sera. In fondo FTR vive (sano e forte, mi vien da dire ultimamente) anche di questo.
E se ora mi conservassi qualche argomento per settimana prossima e finissi l'editoriale qua?

“Io non mi sento italiano / ma per fortuna o purtroppo lo sono. / Questo bel Paese / forse è poco saggio / ha le idee confuse / ma se fossi nato in altri luoghi / poteva andarmi peggio...”

Cymon: testi, storia, site admin
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