Strip
307
28 . 04 . 2007

Anniversario

Strip come questa mi fanno temere a volte che i vostri autori favoriti, ovvero me e Cymon (a scanso di equivoci), si stiano avviando sul viale del tramonto... che insomma “siamo diventati degli ometti, adesso” (per citare una frase che mi è stata rivolta nella Vita Reale™, e mi ha abbastanza scosso).
Le battute sulla vita lavorativa si addicono ai fumetti adulti, e invece voglio continuare a pensare che FTR sia un gioco, una ragazzata: un webcomic sui videogiochi nato quando i webcomic in generale erano un fenomeno appena emergente, tanto per divertirsi. Esattamente oggi infatte ricorre il nostro sesto anniversario. Il giorno che gli uomini chiamano 28 Aprile 2001 segnò l'Alba Del Coniglio Bianco, e da allora non abbiamo mai smesso di seguirlo.
Mi fermo qui per rispettare lo stereotipo del mio personaggio, che mi vuole sobrio e distaccato dalle Cose Del Mondo a costo di apparire gelido, come uno spartano di Frank Miller. È un anniversario un po' malinconico, lasciatemelo dire, perché in una settimana ho trovato a malapena il tempo di battere queste frasi, e l'editoriale di Cymon è tuttora in forse: 6 anni fa avevamo più tempo da dedicare a queste pagine, e un po' lo rimpiango. Ma l'entusiasmo c'è ancora.

Sul fronte videoludico, con una mossa che stupirà taluni, voglio citare una volta tanto un gioco occidentale: Overlord. Figuratevi l'ebbrezza di comandare un'orda di 50 goblin selvaggi, puzzolenti e maleducati, e di condurla in giro a devastare questo e quel villaggio fantasy. Badando per giunta a recuperarli quando si distraggono, ad esempio attratti da... boccali di birra. Ah sì, non ci si divertiva così dai tempi di Dungeon Keeper, l'opera del sommo Peter Molineux.
A proposito del buon Peter, Fable 2. Qualche tempo fa sono trapelati nuovi dettagli su questo RPG per Xbox 360, e mi hanno ricordato perché, dopotutto, qui a FTR abbiamo un culto pagano dedicato al Parrucchino di Mr. Molineux. Intanto la direzione artistica e l'ambientazione sono tra le più curate che si siano viste per un videogioco occidentale (anni luce avanti alle porcate viste in Oblivion, e decisamente meno banali e scialbe dei Forgotten Realms di NWN2). Ma dal seguito di Fable ci si attende altro, e cioè dei meccanismi di gameplay innovativi, e possibilmente perfino rivoluzionari.
Direi che usare un cane al posto della mini-mappa è abbastanza “rivoluzionario”, per i miei gusti. D'altra parte il primo Fable aveva promesso più di quel che è riuscito a mantenere, e dunque non mi pare salutare esaltarsi eccessivamente, almeno finchè non si avrà qualcosa di concreto da stringere tra le mani.
Ma ora basta, mi sento ridicolo a commentare notizie vecchie di un mese... sarà la vecchiaia.

“Noi coraggiosi? No, non è vero. Spesso perdiamo solo il senso della realtà. Ma quando ce ne accorgiamo, tremiamo di paura anche noi come tutti quanti.” (Squall Leonhart)

Lo-Rez: arte, storia, web design
28 . 04 . 2007

Twin pings

Dietro la segheria, all'ombra dei picchi gemelli, rigorosamente a circa cinque chilometri da casa mia, giace la centralina da cui è giunta per lungo tempo la mia banda larga. In verità potrebbe trattarsi solo di una centralina come tante altre, ma dopo l'esperienza agghiacciante che ho vissuto (e che sto vivendo) mi è sempre più difficile crederlo.
Un po' di giorni fa, ormai quasi due settimane fa a dire il vero, la mia ADSL ha cominciato a perdere colpi, la mia connessione è scomparsa e i 4MB pagati con tanto amore hanno smesso di fluire fino al mio PC. Dopo un paio giorni di attesa che le cose si mettesero a posto da sole (in fondo non sarebbe stata la prima volta) ho deciso di far presente la cosa a Tiscali. E visto il perdurare del problema ho deciso, alcuni giorni dopo ancora, di ribadirgli la mia segnalazione. Sarebbe potuta essere una qualunque chiamata all'assistenza tecnica, ma questo ha invero spalancato le porte della Loggia Nera Telematica e mi ha costretto a invischiarmi con i misteri di Twin Pings... Twin Pings..
C'è un tecnico in un sacco che sorride
La prima telefonata misteriosa me l'ha fatta mio padre, mentre ero al lavoro. Mi ha detto che un tecnico stava per venire a casa nostra. Un tecnico! Un omone privo di sensibilità e armato di chissà cosa! Il primo istinto è stato convincere mio padre a sbarrare le porte e impedirgli di avvicinarsi al mio computer, ma poi la razionalità da uomo rinascimentale che mi è propria mi ha convinto a desistere da questi propositi e così ho semplicemente lasciato istruzioni su cosa dire comprese magiche parole chiave come "router", "non funziona" e "lucina gialla lampeggiante". La sera, però, tornando a casa, mi si presentò il primo dei misteri di questa vicenda: il tecnico (tecnico che E' DI STRADA, GUARDI, TEMPO DI PARCHEGGIARE E' LI') non si è fatto vedere, inghiottito dalla bruma mattutina, probabilmente rapito, ucciso, chiuso in un sacco di cellophane e abbandonato in riva al lago. Anima perduta costretta a vagare tra i mondi eccetera eccetera...
I cavi non sono quello che sembrano
Il giorno dopo le creatura dall'altra parte, gli abitanti della loggia, hanno cominciato a telefonarmi. Prima ha chiamato il nano, nelle vesti di signorina: Salve, sono l'ufficio commerciale di Tiscali.
E il pappagallo dietro di me: Ufficio commerciale? Cymon, non andare! Cymon non andare!
E lei: sono qui per comunicarle che dobbiamo disdire il contratto con lei.
Disdire, ripete il pappagallo, disdire...
EH?
Asciugando questa inquietante chiamata il succo è: non possiamo più fornirle il servizio ADSL (dopo UN ANNO E MEZZO DI funzionamento perfetto) quindi per non gravare sulle sue spalle abbiamo deciso di lasciarla libera (leggasi a piedi), il contratto lo abbiamo già bruciato e non abbiamo obblighi verso di lei. Io sono sua cugina... Ogni tanto le mie braccia si piegano all'indietro... eccetera eccetera. E poi, sono sicuro, la ho sentita mettersi a ballare su una musica giunta da chissà dove.
Disdire... disdire... ha ripreso a dire il mio pappagallo.
Ma io non ho un pappagallo!
Diciamo che sono riuscito a non far chiudere la vicenda solo così, anche perchè pure l'abitante della Loggia, che pure deve averne viste, era piuttosto straniato da questa situazione. Per cui in qualche modo ho capito che ci saremmo risentiti.
Senza la sua connessione lui è perduto
Dopo un'oretta mi chiama il gigante, sotto le spoglie dell'assistenza tecnica e comincia a dire cose che, a ben guardare, dette al contrario mi sarebbero sembrate meno strane. Discorsi leggendari su centraline che non si riparano, ma si lasciano lentamente consumare, vicende inquietanti su come sia impossibile connettermi altrimenti alla rete (sapete, A MILANO è difficile trovare accessi), strani discorsi su tecnici più bravi e persino frasi del tipo "non perda le speranze". C'è di buono che anche io ho la mia conoscenza del Tibet e delle pratiche di meditazione, ma anche così la cosa mi sta sullo stomaco in maniera piuttosto pesante. E mi sta sullo stomaco anche come tutti questi personaggi della Loggia si siano dimostrati ansiosi di disdire il mio contratto come se fossi un appestato, come se in me si prefigurasse l'avvento dell'età oscura o di qualcosa di più terribile. Ok, hanno tirato in ballo Telecom e i suoi tecnici, hanno tirato in ballo il destino, i sogni premonitori, le tende rosse, ma non gli dispiace almeno un pochino di perdere un cliente? Cos'avevano i miei soldi che non andava?

In conclusione al momento non ho internet a casa. Se questo editoriale vi è giunto lo ha fatto in qualche maniera rocambolesca, probabilmente tramite Lo-Rez, magari inviato dal computer sul lavoro. Si potrebbero trarre insegnamenti da una vicenda così grottesca, ci si potrebbe chiedere quanto il dibattito sulla nostra telefonia, sulla nostra rete telematica e sulla penetrazione delle connessioni veloci nel nostro dissestato paese siano un'avventura, ma personalmente non ho voglia di raccontare niente di così culturalmente impegnato. Mi sono visto tagliare di netto e senza possibilità di replica uno degli strumenti fondamentali tramite cui mi godo le mie passioni e non mi sembra affatto poco. Se può accadere a me, nella mecca del cablaggio, nella culla della tecnologia evoluta italiana, allora può accadere a tutti. Il Male, il demone Bob, è in agguato dietro ogni scelta che fate voi e che fanno altri per voi, ricordatevelo sempre e state sempre all'erta.

Ah, buon complisito, naturalmente.

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