Strip
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12 . 05 . 2001

Scritte sui banchi dell'Uni

Come passa il tempo (che bello iniziare con un Luogo Comune)... sembra ieri che abbiamo inaugurato il sito (e Cymon ha combinato quel casino con lo spumante), e siamo già alla terza puntata della vostra sit-com preferita: Follow The Rabbit, per gli amici FTR.
La strip di oggi si ispira molto allo stile di Little Gamers, però senza le parolacce :)
Appena finito di scrivere queste righe fuggirò alla ricerca disperata di un riparo prima che orde di ultras pro e contro la PS2 si lancino in una specie di Capture The Flag dove io ho il ruolo della bandiera... ma prima lasciatemi mettere in chiaro che nè io ne' Cymon esiteremo mai a esporre le nostre opinioni sui temi più scottanti, anche quando non saranno propriamente "politicamente corretti". Alla faccia di chi crede che "Rabbit is good!".

Il contatore visite qui a FTR è sottoposto ad un'accelerazione paurosa, e se fosse un razzo sarebbe già in orbita... grazie amici, ve lo dico con le lacrime agli occhi.
Grazie anche a tutti quelli che non avevano niente di meglio da fare nella vita che scriverci i loro commenti. Cosa ancora più difficile da credere, c'è una parte (piccola, intendiamoci) di queste missive (giunte per lo piu' sotto forma di email, ma c'e' anche qualche piccione viaggiatore e qualche messaggio in bottiglia) che contiene, tenetevi forte... degli elogi! A noi! Che risate, vero?
in particolare vorrei segnalare l'entusiasmo per le biografie dei personaggi e degli autori, scritte naturalmente da Cymon (a parte la mia), che, cito testualmente, "fanno volar via". Credo che sia una cosa buona.

Dovete sapere che la campagna pubblicitaria per promuovere questo sito è ben misera cosa: niente spot a tutta pagina su TGM o PCGamer, niente miliardi di banner seminati in giro... c'e' solo il nostro/vostro passaparola a supportarci (e Cymon che va in giro per le città d'Italia con un cartello pubblicitario di cartone e un megafono :))
In mancanza di meglio da fare, ormai da qualche settimana mi sono messo a scrivere sui banchi dell'Università (dove c'è ancora qualche spazio lasciato libero da generazioni di studenti nullafacenti), l'indirizzo del qui presente sito, a volte accompagnandolo con disegni (miei originali! presto saranno pezzi da collezione, gente!).
Se qualcuno ha visto quelle scritte, ed è qui per questo, vorrei dirgli: grazie di essere venuto, spero che il sito non ti abbia deluso troppo, e... ma non ti ha mai detto la mamma che non ci si fida dei siti proposti dagli sconosciuti???

A parte gli scherzi, chissà che non ci si becchi in giro, qualche volta...

“Because you don't feel
nothing at all”

Lo-Rez: arte, storia, web design
12 . 05 . 2001

Good morning Italia!!!

Oggi sono in vena di elucubrazione filosofica alta, perdonate.
Mi è sempre piaciuto pensare ai siti amatoriali come questo come ai legittimi eredi delle radio libere degli anni '70. La spinta grazie a cui entrambi i media sono stati messi in piedi è per me la stessa. Ci sono delle persone che hanno voglia di parlare e, possibilmente, di essere ascoltate e che, con mezzi non eccessivi (un impianto radio da poveri al tempo, un computer e un po' di HTML oggi), riescono a mettere in piedi qualcosa che possa attirare almeno un pochino di attenzione (esibizionisti? Forse).
Faccio questo discorso perchè ho sempre provato un certo fascino per i dj delle epoche passate, le voci notturne che in tanti film accompagnano lunghi viaggi in macchina snocciolando verità più o meno banali, Lupi Solitari (ma qui siamo già agli anni '50) che si fabbricano a suon di parole la loro leggenda.
Adesso, qui a scrivere sti editoriali, mi sento un po' così anch'io (anche se non credo che siate in macchina e non ho la voce calda e profonda). L'unica cosa di cui sento la mancanza è un piatto su cui mettere i miei dischi preferiti, ma direi che questo sarebbe stato un po' troppo.
Radio Libera Follow the Rabbit, quindi, ma libera da cosa? Io non lo so, anche perchè l'infermiera, almeno mentre scrivo queste cose, potrebbe allentarmi la camicia di forza...se non altro perchè a furia di battere i tasti col naso mi sto spaccando la faccia...
Vabbè, una radio libera dentro. E se è vero che liberi dentro e belli fuori...
Eeeeeeeh si, scrivere testi come questo vuol dire proprio fare tanta -plin! plin!- intellettuale. Questo il motivo per cui spesso, dopo che la gente li legge, sento il tipico suono dello sciacquone.
Prima di finire pure stavolta nel ces...nella profondità del vostro inconscio (da cui vi tormenterò tramite incubi, così imparate) lasciatemi tornare un attimino sul pezzo, ovvero sul sito in sé. Running against the grain pure sta settimana riusciamo a proporvi il consueto set di idiozie. Molte persone (il molte va preso col beneficio del dubbio) si strappano però i capelli e si cospargono il capo di cenere perchè il materiale per ora proposto è pochino...gente, a me sta bene il vostro entusiasmo però la vita non è tutta casa e sito, non abbiamo possibilità di metterci giornalmente ad aggiornare tutto e a proporvi sempre cose nuove. Il ritmo che ci siamo imposti mi sembra abbastanza ragionevole, ogni settima avrete la vostra vignetta e i vostri editoriali con cadenza orologistica...ma non chiedeteci di più!
Ecchesembradidardamangiareadeglisquali!
Oltretutto un piccolo appunto per la tutela di opere d'ingegno: la vignetta qui proposta è creatura testo+disegni di Lo-Rez di cui: se vi piace veramente tanto rivolgetevi a lui (ma senza troppo entusiasmo, eh! Se no mi caccia!). Allo stesso modo se scatena in voi orribili istinti animali, vi rende verdi e muscolosi (ma cosa mangiate, gli spaghetti radioattivi che mandiamo in Germania per fargli gli schersi?) puntate sempre verso di lui i vostri patriot e le vostre bombe intelligenti (ci sarà un motivo per cui abbiamo messo tra le nostre case qualche centinaio di chilometri, no?). Questo, ovviamente, per la precisione.
Ho paura che anche stavolta stiamo arrivando al commiato (stiracchiando un po' il testo, a dir la verità... le parole non sono uscite al solito fluide dalla tastiera...strano...bha, sarà la primavera, non è facile scrivere mentre si prendono a fucilate gli uccellini che sfrecciano in cielo). Questa parte è solitamente difficile da produrre perchè cerco solitamente di non farla cadere nel melenso o nel lirico (Amaaaaaaaaaaaaami Alfredo) sebbene desideri comunque mantenere un buon rapporto col pubblico (leggasi: non vi posso mica mandare a quel paese...). Diciamo solo che pure per sta settimana è tutto finito, posso rimettere off-line il cervello fino al prossimo editoriale e magari potete farlo anche voi (a cosa vi serve la materia grigia se non per discernere la grande arte di Follow the Rabbit?). Bye bye.

Cymon: testi, storia, site admin
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