Strip
286
02 . 12 . 2006

Fight for Dalmasca

Queste sono le ricorrenze da festeggiare qui alla Tana: 286 numeri di FTR, 286 come la sigla del ferrovecchio su cui tanti bimbi degli anni '80 hanno conosciuto le prime gioie videoludiche. Io non rientro nella categoria, fortunatamente, poichè il Fato ha voluto che muovessi i miei primi passi con l'Atari nei suoi ultimi mesi di vita e le console a 8bit... un destino molto più felice, direi.
Riguardo alla strip, siamo tornati ad occuparci di Cloud che riceve sul balcone, ad autunno inoltrato, i clienti del suo traffico di personaggi per MMORPG. Dovrebbe vergognarsi di avere un ufficio così squallido, e infatti in un prossimo futuro abbiamo in mente un certo cambio di location, anche per cogliere nuove opportunità d'affari.

In questi giorni le Terre Desolate del forum offrirebbero ampio materiale di discussione, ma non sarebbe nel mio stile occuparmi di simili miserie umane. Tanto più che questo è il perido caldo per l'Industria. Purtroppo questo editoriale conterrà informazioni autobiografiche, quasi come uno squallido blog, perchè ho ricevuto finalmente la busta resistente all'acqua, al fuoco e agli altri danni elementali che conteneva l'Artbook di Final Fantasy XII.
Devo confessare qui, pubblicamente, che io nel pieno possesso delle mie facoltà ho violato la Legge del mio Paese, e ho commesso il crimine di importare dall'estero un prodotto non destinato a questo mercato, e soprattutto un prodotto di cui era proibita la rivendita al dettaglio.
Perchè questo artbook è disponibile in esclusiva per certi negozi scelti da Square-Enix, e si trova soltanto allegato all'edizione limitata della guida strategica ufficiale. Sono pentito di ciò che ho fatto? No, mille volte no! Anzi, sarebbe un onore per me venire trascinato in catene e rinchiuso in una buia cella per tutta la vita, condannato per amore di Final Fantasy XII e dell'arte di Akihiko Yoshida e dei suoi colleghi.
Detto questo, l'artbook si presenta con una copertina patinata senza titolo e senza scritte, e offre 100 pagine con i chara-design più favolosi che potete trovare in circolazione attualmente. Ci sono i protagonisti, uno più carismatico dell'altro (tanto che non saprei scegliere il mio preferito, neanche tra le tre coppie Vaan-Penelo, Basch-Ashe e Balthier-Fran), ci sono i Moogle, i Giudici, gli esponenti delle varie razze di Ivalice, e poi tutte le navi volanti, tutte le armi del gioco e alcuni paesaggi.
Come bonus ci sono un paio di bozzetti di Yoshida in persona che faranno felici gli ammiratori di Fran, anche se per le versioni hentai naturalmente dovranno rivolgersi altrove.

Passando ai giochi giocati, o perlomeno a quelli che in un futuro più o meno lontano qualcuno di noi potrà forse giocare, mi ha colpito parecchio la sessione di Domande & Risposte di Slashdot agli sviluppatori di Warhammer Online. Anche io come tanti sono rimasto fortemente deluso dalla decisione di fare appunto Warhammer e non Warhammer 40000, la versione fantascientifica che avrebbe portato un po' di varietà in un settore dominato dai titoli fantasy. A quanto pare è stato tutto un enorme malinteso, con un gioco su Warhammer 40K inizialmente previsto e poi cancellato, ma ormai la frittata è fatta e non resta che sperare che questo MMORPG renda giustizia all'universo del gioco da tavolo. Mi piace l'idea di concentrarsi sulla guerra selvaggia, con un Player vs Player brutale e competitivo, e con la prospettiva di abbandonarsi al saccheggio e al massacro delle città nemiche... però questo genere di cose funziona bene quando si è tra i vincitori, e un po' meno quando si è i massacrati, e quando la casa data alle fiamme è la tua.
E' ironico che anche in questo genere, come già negli strategici in tempo reale, Warhammer debba scontrarsi direttamente con Warcraft, che si è pesantemente ispirato alla sua ambientazione originale (alcuni direbbero plagiato). Quando hanno chiesto cosa farà questo gioco per differenziarsi da WoW, mi è piaciuta la loro risposta: è meglio che Blizzard pensi a come differenziarsi da Warhammer.
Ma io gioco da solo, e quindi è il fronte RTS che mi importa di più: nei prossimi giorni inizierò Dawn Of War: Dark Crusade, e inevitabilmente dominerà qualche mio editoriale.

Lo-Rez: arte, storia, web design
02 . 12 . 2006

Perlage

Oggi vorrei essere particolarmente tecnico, questo sarà un editoriale per programmatori, quella strana congrega di mentecatti che per risolvere un sudoku non chiede una penna, ma un algoritmo di backtracking. Credo/spero che voi del pubblico non siate tutti così, ma ogni tanto bisogna accontentare anche le nicchie più piccole e patetiche nella marmaglia che ci segue.
Nonostante nel mio passato ci siano state grandi soddisfazioni come programmatore JAVA, nell'ultimo anno mi sono dedicato praticamente solo al Perl. Il motivo principale di ciò, inutile nasconderlo, è seduto nella column affianco, visto che Lo-Rez per primo ha deciso di impostare su questo linguaggio la struttura portante della tana e io, per curiosità e per rendermi utile, mi sono trovato a studiarlo nonostante il codice che produca sia a tratti assolutamente illeggibile, ma, forse anche per questo, intrigante.
In verità Lo-Rez mi ha dato il primo input, mi ha indotto a installarmi l'Active Perl e a procurarmi qualche manuale, ma bisogna dire che la capitolazione s'è avuta quando ho cominciato ad usarlo anche sul lavoro, essendo il più potente e invincibile linguaggio di scripting in ambiente UNIX e venendomi utile proprio nel campo che più mi affascina: i lavoretti lunghi e noiosi.
Insomma, il Perl mi è finito tra capo e collo tanto che si può dire che abbia iniziato ad usarlo per caso però, procedendo nel suo studio, ho cominciato a provare sincero rispetto per questo linguaggio per un mucchio di affascinanti motivi. Innanzitutto c'è Larry Wall che è esattamente il tipo di nerd che piace a me, quel nerd assolutamente dotato di senso artistico applicato all'informatica, ma che mai cerca di risplendere del sacro fuoco del vate. Insomma, il buon Larry è l'uomo che fa le conferenze usando le foto dei figli e prendendo tutti per il naso mettendosi a chiacchierare dei fatti suoi. Per gente del genere bisogna avere rispetto, anche se non si capisce proprio tutto quello che dice, soprattutto se ha pure scritto un libro come il Camel Book che, nel deformato universo degli appassionati di codice, si può addirittura ritenere divertente. Un'altra cosa che rende per me Perl un linguaggio meritevole d'attenzione è il fatto che è piuttosto antico e affatto di moda. E' un linguaggio che ha una storia, ha un solido passato su cui sta costruendo il suo futuro, una notevole tradizione e fiumi di parole e codice scritte a riguardo. Certo, non ha l'appeal di un Ruby, tanto per dire cosa va tra i giovani d'oggi, e sicuramente non è entrato nelle case di ogni ragazzetto come il piaccapì, ma anche per questo ha un fascino particolare. Se avete imparato a conoscermi sapete come ami rannicchirmi in piccoli e claustrofobici recinti per eletti o presunti tali e Perl, se vogliamo, è proprio questo, col non trascurabile orpello di trasudare carisma.
So che ora entrerò nelle sensazioni per iniziati, ma Perl è un linguaggio militare. Gli indichi il problema, lo metti in moto e lui, aggrappandosi dove può, lo risolve. Non è una cosa per costruire enormi palazzi che siano trionfo della tecnica, è un macchinario del genio per stendere ponti dove devono passare le truppe. Se volete basarvi su JAVA dovete avere modo di sviluppare in JAVA, prendervi la vostra oretta di riflessione, concentrarvi, se avete perl potete cominciare a scrivere come forsennati finché su schermo non appare esattamente quello che vi interessa. E' una cosa che, se ti trovi per lavoro a fare il traffichino da qualche parte, arriva ad essere vitale.
Perl in verità può anche essere usato per progetti vasti e riesce, a suo modo, a soddisfare persino il rigore che il mio DNA di sviluppatore JAVA pretende. Certo, è stupido piegarlo ottusamente alle esigenze di stili di programmazione che non sono suoi perchè veramente il Perl ragiona diversamente da tanti altri linguaggi, ma se è vostra intenzione domarlo un pochino e tenerlo a bada, ve lo permette.
Per dimostrare ciò, oltre che per impratichirmi col linguaggio abbastanza da poter dire di saper veramente programmare, mi sono dedicato in questi ultimi mesi a un progetto extra-tana che è poi il tentativo di coronamento di un vecchio sogno. Ho deciso di dedicarmi un po' al mondo dei MUD e visto che di motori MUD perl ce ne sono pochi e nessuno di mio gusto, ho iniziato a programmarne uno da zero. Il primo risultato completo l'ho messo alla fucina del ratto, la sorcioforgia, a questo indirizzo. Bhe, in verità il mio spazio Sourceforge non è affatto curato e sulla complessità e la schiacciante professionalità di SF a mio parere ci si potrebbe scrivere un intero editoriale, comunque sia quantomeno è presente nella paginetta dedicata al progetto un bel tastone di download con cui tirare giù la primissima versione del codice (con alcuni bug gravi, naturalmente...), nel caso siate curiosi. Naturalmente commenti, suggerimenti e insulti sono ben accetti. I miei recapiti li sapete.
Come se non bastasse (e qui andiamo ancora più sul tecnico) mi sono anche messo a leggiucchiare qualcosa riguardo all'extreme programming, questa pratica tanto moderna di mettere insieme graffe che sembra la sensazionale moda del momento. In particolare ho letto questo libro e devo dire di averlo trovato piuttosto deludente. A parte alcune intuizioni che mi affascinano per certi versi il metodo di programmazione descritto qui incastra il povero programmatore tra un programma di Intelligenza Artificiale e un Giardino Zen. Personalmente credo che potrei venir triturato da una combo del genere in meno di un minuto. Comunque, visto che negli ambienti dei proprio addetti ai lavori sono in molti a parlare di questo XP era giusto che ci dessi un'occhiata, per quanto superficiale.
Bene, mi rendo conto di aver scritto un editoriale per veramente pochi, probabilmente solo per me, ma non nascondo di usare ogni tanto il sito per riordinare le idee che ho in testa e qui avevo un mucchio di concetti da mettere per iscritto. Ora ci sono, un'altra pagina imperitura del diario del coniglio che tornerò sicuramente presto a sfogliare (io sfoglio spesso il sito, naturalmente la versione offline, per non falsare il contatore).
Ah, un'ultima cosa... vi capitasse di passare dal forum... ehm... fate attenzione. Ho l'impressione che lì le cose mi stiano sfuggendo un po' di mano...

“But I am not alone in the garden! When Jesus had 12 at his side, I will have 12,000!”

Si, una cosa da appuntarsi, appena ho visto tutti gli episodi qualche riga su Carnivale la spendo...

Cymon: testi, storia, site admin
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