Strip
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18 . 11 . 2006

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L'epopea eroica di due Ingegneri delle Tenebre ci conduce oggi nel Sancta Sanctorum, la sala server climatizzata. Personalmente adoro queste strip della serie Jobs, con le riflessioni esistenziali di Gödel avvolto nell'oscurità (tipo questa).
In queste settimane pare davvero di procedere a tappe forzate, appena terminato un Grande Avvenimento ecco che ne arriva subito un altro... abbiamo cominciato con il Tokyo Game Show, e poi ecco Final Fantasy XII e Neverwinter Nights II (l'uno il Bene, l'altro il Male), poi Gears Of War, ma è adesso che scende in campo l'artiglieria pesante.

Nel senso dei 5kg di tonnellaggio della PS3. Giorni addietro ho gettato in pasto alle creature che vivono nel forum il classico servizio fotografico sullo spacchettamento, un rito considerato sacro dai Veri Videogiocatori. Visto che nella sostanza, nei giochi, per il momento PS3 e Wii hanno ben poco da offrire, non resta che giudicare appunto il corpo, l'hardware delle due macchinette nuove di zecca... e il Wii, poverino, ne esce male: a parte il controller fantascientifico infatti, il resto della console visto da vicino sembra un pezzo di plastica qualunque. Riguardo alla Playstation 3, non riesco ancora a credere che l'abbiano fatto davvero. Speravo che fosse qualcosa di provvisorio, tanto per mostrare qualcosa al pubblico all'E3 2006, e invece il design del logo è quello definitivo.
Il logo fatto con il carattere dei film di Spider-Man.
Lo stesso identico carattere. Va bene le batterie dei portatili che esplodono, va bene lo spyware nei lettori MP3, va bene l'ostinazione a usare formati proprietari costosissimi e incompatibili con il resto del mondo... ma questo è troppo. Qualcuno alla Sony dovrebbe morire.
Detto questo, passiamo a quel che c'è di buono nella console che senza dubbio dominerà il mercato anche per questa generazione (ebbene sì, ho poca fiducia nell'umanità). Nel momento in cui si accende la Playstation 3, ecco che si viene accolti da un'interfaccia tanto magnificente da far scordare quell'orrendo monolito obeso e nero che siede sotto la TV.
L'hanno chiamata XMB, Cross Media Bar... uno potrebbe pensare che sia molto arrogante dare un nome all'interfaccia del menu di una console, invece in questo caso hanno avuto ragione i designer Sony. Una prima approssimazione la si era vista nei menu della PSP, una console tanto sfigata che non voglio neppure parlarne su queste pagine, ma è nella PS3 che questo concetto trova la sua vera espressione. In confronto i menu dell'Xbox 360 sono un giocattolone per neonati, e chi ha più di 12 anni dovrebbe vergognarsi a usarli, se ha conosciuto la raffinatezza dell'XMB.
Davvero questi menu con il flusso liquido in sottofondo e le scritte bianche luminose, piccolissime per poter sfoggiare l'Alta Definizione, danno la sensazione che il futuro sia arrivato. Perlomeno uno si sente meno arrabbiato con se stesso per aver speso una cifra colossale, mostruosa per l'acquisto della sua nuova console e un televisore HD.
Per ora non si possono fare discorsi più sostanziosi: tra un anno, quando se tutto va bene la PS3 avrà un paio di Final Fantasy e un Metal Gear Solid, quando per Xbox 360 saranno usciti i titoli che interessano a me, e quando il Wii avrà giochi che non siano riedizioni di 20 anni fa... allora si potrà parlare sul serio della Nuova Generazione.

Il Lettore Fedele (come direbbe Stephen King) si aspetta forse da me oggi una recensione approfondita e dettagliatissima di Dead Or Alive Xtreme 2 (senza Beach Volleyball). E invece no. Voglio mantenere un po' di dignità. Magari la prossima volta.

Lo-Rez: arte, storia, web design
18 . 11 . 2006

Try and buy

Questo mese, come non capitava da tempo immemore, mi sono spupazzato il DVD di TGM, quelo con i demo. Ormai prendo la copia con supporto per il gioco omaggio, naturalmente, perchè se ho curiosità rispetto a qualcosa mi è più pratico scaricarlo al giorno d'oggi, però quando mi sono trovato quella particolare copia davanti ho sentito il desiderio di pasticciarci, sarà stato il Derviscio in copertina, alcune cose stuzzicanti che hanno colpito la mia immaginazione... chi può dirlo. Sta di fatto che ora ho raccolto abbastanza materiale per riempirci un editoriale come si deve abbastanza videoludico perchè i nostri numi tutelari non si offendano.
Innanzitutto una piccola critica a TGM. E' una rivista che ho sempre rispettato e sebbene non si salvi dai caustici giudizi che nella tana spesso si esprimono sul giornalismo videoludico ho nei suoi confronti un certo rispetto. Non credo però sia stato carino spacciare con tanto entusiasmo il client di Guild Wars: Factions quando praticamente è meno di un demo se non cacci i soldi alla società. Non dico di non inserirlo, ma scrivere "Client Completo" ovunque, rettangolarlo colorato, sottolinearlo e adesivarlo come se stessi regalando una Ferrari EVIDENTEMENTE spinge la gente a credere qualcosa di non vero e, sarò malizioso, a comprare la rivista anche se dentro non c'è niente di eccezionale. C'è stata furbizia, avrebbe potuto esserci più stile.
Del resto del contenuto mi sono concentrato sui giochi di strategia e, in particolare, ho provato Defcon e Paraworld. Partiamo da Paraworld che ho spesso visto additato come probabile futuro degli RTS. Bhe, devo dire di esserne rimasto profondamente deluso. Al di là di una buona caratterizzazione dei personaggi ci troviamo di fronte a un RTS di una banalità sconcertante, con idee piuttosto vecchiotte e uno stile grafico assolutamente anonimo. L'idea del numero limitato di unità per livello e la necessità quindi di muoversi accortamente con le promozioni è carina, ma dietro questo non c'è proprio niente di più. La dinamica è sempre la solita costruisci-evolvi-attacca, le razze non è che stimolano particolarmente e non ho visto niente che non fosse già in giro cinque anni fa. Se questo deve essere il futuro degli RTS tantovale chiudere baracca. A questo punto meglio la saga di Warhammer 40K che è un po' ricalcata su Warcraft III, ma offre un mucchio di robe warhammerose e si sa quanto siano galle le cose warhammerose.
Discorso tutto diverso per Defcon che, oltre ad essere la solita trovata di piccolo gruppo di provincia, è anche intelligente e fa riflettere. Defcon è la sublimazione di Wargames, è il gioco della guerra termonucleare mondiale e ha delle tematiche che non puoi trovare altrove. Niente risorse, niente vere e proprie unità, a ben guardare anche niente combattimento. Tutto riguarda semplicemente posizionare le cose, muoverle nel modo opportuno e scegliere il momento più adatto per colpire. La cosa che maggiormente mi ha disarmato è che le opzioni o le cose fattibili sono pochissime, hai meno di una decina di possibilità di scelta eppure queste (soprattutto a dire dei giocatori che ci si sono dedicati intensamenti) vanno a formare strategie infinite e complesse. In fondo è questa la vera potenza di un gioco. Spesso giochi offrono mille scelte che ti stuzzicano all'inizio, ma che alla fine risultato in gran parte ridondanti, riducendoti a fare quelle cinque o sei cose che, perse nel marasma di altre inutili opzioni, diventano anche antipatiche.
Con Defcon, oltretutto, si può parlare di direzione artistica coraggiosa e veri messaggi. A vederlo, infatti, non sembra quasi un videogioco. Se lo giocherete vi troverete davanti tutto il tempo il globo terreste e vedrete con angosciante lentezza le vostre armi descrivere archi colorati nei cieli. Nessun effetto grafico d'avanguardia e nessun lens flare filtreranno la sensazione dell'arma nucleare che si schianta, nessuna animazione buffa o truculenta stempererà il body count che sorgerà drammatico dalle città colpite. Esattamente come nella vera guerra termonucleare vedrete ridotto tutto a numeri, ma questo, invece di stemperare il vostro disagio, lo acuirà. Se i soliti biascicanti moralisti vedessero qualche foto sfocata di Defcon probabilmente griderebbero d'orrore di fronte al sottile humor nero dei suoi messagi e di fronte al potere che mette in mano al giocatore, ma secondo me un gioco fatto così, crudele e senza compromessi, potrebbe dire qualcosa su quello che è stata la guerra fredda e su cosa significherebbe decidere, da un giorno all'altro, di considerare le vite umane come fagioli in un vaso. Può non dire niente, naturalmente, ma vedere la densità di popolazione delle varie zone prima e dopo l'attacco globale fa riflettere.
Tanto per completezza il gioco allegato era Flatout2. Bel giochino arcade di corse eppure, chissà perché, ancor oggi, quando mi trovo davanti a un titolo del genere, mi sciolgo in lacrime ricordando Screamers2. Ed era persino un gioco italiano...
Le segnalazioni di chiusura. Domenica strip M.it. Sono esaltatissimo e frega cippa che non dovrei dirlo. Grande strip con una grande rappresentazione di un grande personaggio e anch'io mi sono divertito a ricamarci intorno un pochino di testo. Oltre a questo oggi (che è sabato) dovrebbe comparire su Mulholland Dave il contributo coniglico all'iniziativa Marco Columbro. E' un'idiozia, ma visto che seguo assiduamente quel blog perchè ha un sacco di ottime cose ci tenevo particolarmente a contribuire. La gif l'ho realizzata io perchè sembrasse ancor più "disegnata male" e rientrasse al meglio nello spirito del gioco- Comunque il coniglio è FTR D.O.C. al cento per cento. Il gadget della settimana è questo. Non so se è già passato di qui, ma serve per la collezione di cose da conigli. Se qualcuno decide di prenderselo consigliabile studiare un costume da Koniglietto Kommando. Sfortunatamente non ho abbastanza spirito da Art Attack per provarci io. Chiudiamo col fan link Yu-Gi-Oh by forum (qua) e segnalando uno spasmo di vita di TLE nel reparto che lo produce. E delle idee, a riguardo, che stanno diventando sempre più inquietanti...

“- Limerick, isn't that that annoying shit that they forced you write in high school?
- Yup, poor man's haiku. ”

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