Strip
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14 . 10 . 2006

Il gioco coatto

Riprendiamo oggi la nostra serie più atipica, quella ambientata sul set di una soap-opera di paguri (e meno male che è atipica anche per noi!). Enter un nuovo personaggio, l'obeso avvocato Middlesbrough.
Ma continuiamo a raccogliere i cocci lasciati sul terreno dal cataclisma del Tokyo Game Show 2006, un evento di cui si è già parlato abbondantemente.
L'annuncio che Virtua Fighter 5 (anche il 5) sarà per PS3 ha fatto versare lacrime di vergogna a molti fan di Sega, che del resto ci sono abituati, a piangere. Con Phantasy Star Universe destinato a Xbox Live, Sonic ormai ridotto alla squallida caricatura di se stesso, e tutta la roba per DS, ormai l'eredità di Sega è stata smembrata e spartita tra tutti i concorrenti di un tempo. Pazienza. L'importante è che anche Virtua Fighter 5 si conferma di altissima qualità, con una versione da bar tanto spettacolare quanto inutile, visto che a parte pochi orientali ossessionati nessuno ha più voglia di uscire di casa e pagare a caro prezzo i gettoni da buttare in rozzi cabinati. Eppure, nel genere dei picchiduro 1 vs 1, quando si combatte a certi livelli è quasi indispensabile confrontarsi direttamente con gli avversari, e smanettare furiosamente sulla stessa macchina uno accanto all'altro, con una folla di spettatori intorno.
Magari il joystick arcade prodotto sempre da Sega può aiutare a ricreare questa esperienza. Il Virtua Stick originale per Dreamcast, a essere sinceri, era un vero rottame (almeno stando al parere di gente che si costruisce a mano il suo joystick da competizione, scegliendo uno per uno i componenti). Però questo nuovo Virtua Stick mi esalta tantissimo, e con il suo design nero a tasti rosa è già diventato un oggetto di culto.

Restiamo nell'ambiente sporco e fumoso delle sale giochi, quelle con i giochi da uomini veri, con God Hand. Si tratta di un gioco per PS2, nulla di speciale, ma l'atmosfera invece è tamarra a più non posso, e non lo vedrei male in un coin-op in uno squallido bar malfamato. God Hand, fosse uscito dieci anni fa, sarebbe stato definito un “picchiaduro a scorrimento”: oggi questa roba la chiamano “azione” generica, ma state tranquilli che c'è da picchiare duro.
Tutto in God Hand ricorda Ken il Guerriero, dal design dei personaggi ai pugni atomici, tutto è di cattivo gusto come in un brutto film con Bruce Lee. Il sito ufficiale dà una buona idea della personalità del gioco, e le pubblicità ancora meglio. Anche se non ci fosse un buon gameplay (ma è Capcom, e sanno come fare questo genere di giochi), sarebbero abbastanza i gorilla wrestler, i ballerini gemelli omosessuali, le sculacciate sadomaso e le supermosse con la mazza da baseball.
Giustamente il team del gioco, Clover Studio, è stato premiato con, ehm, con la chiusura da parte di Capcom, che dopo essersi resa conto che questi tizi sono dei fenomeni (oltre a God Hand hanno fatto, tanto per dire, Okami) ha preferito riprenderseli e distribuirli nei suoi team già esistenti. Comunque non credo che eventuali seguiti per i giochi di Clover siano a rischio. O almeno spero, il mondo ha bisogno di giochi così.

“I'll have you spending all you got /
Keep going 'til you hit the spot”

Lo-Rez: arte, storia, web design
14 . 10 . 2006

Sott'acqua

Questo è uno di quei periodi in cui il mio cervello risulta impermeabile al mondo esterno. Scorro i siti di videogiochi e geekaggine varia e sembra che non li veda quasi, anzi, adesso che ci penso è un pezzo, tanto per dire, che non apro nemmeno slashdot per vedere qualcosa di particolarmente cool.
La vicenda che terrà banco questa domenica su M.it me la ha passata Lo-Rez, con questo link, io mi sono limitato a pensare una strip (personalmente non credo nemmeno mi sia uscita particolarmente ispirata) e a scrivere un paio di righe di commento dopo aver recuperato le fila della vicenda. Naturalmente il pensiero di Lo-Rez (come il mio) è andato a GTR, peccato è che GTR3 è già una realtà, dal punto di vista dello script, e perciò non se ne potesse fare niente (senza contare quello che vi aspetta l'anno prossimo, con GTR - Genesis, una storia che aspetto di scrivere da un sacco di tempo). Certo, se si pensa al Gizmondo, ovvero a una console che ha infilato una scelta sbagliata dietro l'altra fino al totale fallimento, e si collega casi del genere alla malavita, al riciclo di denaro e alla mafia, viene da chiedersi cosa abbia da nascondere Ken "Shiro" Kuturagi considerando quello che sta facendo della PS3. Probabilmente, però, dei suoi affari oscuri non sapremo niente, in fondo lui è giapponese, al massimo è legato alla Yakuza e la Yakuza è sicuramente più riservata della mafia svedese, non per niente ingaggia dei ninja.
Comunque non è ancora tempo di ultraviolenza e crimine, come vedete il riquadrone di FTR è tornato ad essere occupato dai paguri, la straziante telenovela la cui trama boccheggia già dai titoli di testa. Comincio a convincermi che non dovete tanto badare alle battute che io scrivo per apprezzare questi pezzi di vita vissuta lacrimevole, la cosa che permette a questa piagnona vicenda di reggersi in piedi sono le espressioni cretine dei paguri stessi come quella di Consuelo in questo frangente. Io al massimo mi posso prendere il merito di un nome incomprensibile come Middlesborough
Dentro al TGM questo mese c'è Far Cry ed è piuttosto impressionante come, in un momento d'ozio, abbia pensato che effettivamente Far Cry sarebbe stato un signor allegato per la rivista. In fondo di questo titolo mi hanno parlato tutti bene (tranne la mia scheda grafica, forse) per cui averlo tra le mani dà comunque buone sensazioni. E' un peccato, però, che non esista uno slot libero nel mio tempo per impegnarmici. Già mi fa rabbia aver dovuto praticamente rinunciare ad impratichirmi con Blitzkrieg, lo strategico del mese prima, un RTS veramente interessante e ricco di spunti che mi ha incuriosito parecchio e appassionato, nonostante sia ambientato nel periodo originalità zero della seconda guerra mondiale. Penso che alla fine Far Cry lo installerò, almeno per la sequenza iniziale e per i tutorial, poi vedremo come va. Se mi prende e non mi pone ostacoli antipatici (con Tribes: Vengance, ho ceduto a un antipatico e scomodo dispiegamento di torrette) potrei anche arrivare molto avanti. E non ho ancora abbandonato Neverwinter Nights, non fate girare di queste voci tendenziose.
E' un periodo che mi sembra sia tornata in giro una gran voglia di fare videogiochi. Intanto ci sono io che, parallelamente ai mille progetti di FTR (TLE! TLE! Un nuovo wallpaper online e quel maledetto nodo di trama da sciolgiere...) sto pasticciando di brutto con del codice che, stranamente, anche dopo molti giorni di sviluppo continua a funzionare abbastanza. E poi, ad esempio, c'è il buon Matt che sta sfruttando il forum che modera ad uso personale per porre importanti quesiti di game design sul RPG definitivo, una discussione che vi invito a leggiucchiare. Non so da cosa nasca una tale convinzione di riuscire oggi a entrare in un mondo che ormai ha bisogno di vere macchine da guerra commerciali per sfornare un tetris, forse è il fatto di avere a che fare con una comunità di videogiocatori e potenziali utenti dieci volte più vasta di quella di un tempo, più vivace, più recettiva, anche se così terribilmente disorganizzata, ignorante e profana. Ormai tra il videogioco e il nulla esistono mille livelli di grigio in cui persone di ogni tipo si possono infilare proponendo qualcosa che è esattamente quel centimetro meno di tot e quel centimetro più di tot-altro, ottenendo il loro discreto, patetico successo.
Ecco, è con una certa amarezza che mi accorgo che, qui in chiusura, mi è venuto fuori un concetto su cui ci sarebbe stato un bell'editoriale saccente. Vabbè, ormai quanto scritto è scritto e non mi metterò a cambiarlo per così poco.
Martedì sono stato al concerto dei Blind Guardian, una di quelle cose un po' borderline per noi nerd ultimo stadio (sapete, implica uscire di casa e vedere un sacco di gente, tra cui addirittura delle ragazze), ma che comunque rientra abbastanza nei nostri amati clichè. Devo dire che è stata una bella esperienza, spesa ampiamente meritata, utile a capire un po' meglio certe derive musicali che in un CD o in un MP3 forse non danno tutto. Il cantante aveva un entusiasmo contagioso, mi sono piaciute anche le canzoni che non ho riconosciuto (mi sono presentato al concerto piuttosto ignorante...) e a Bard's song cantavamotutti. Non mi pare si sarebbe potuto chiedere di più.

“Here's the new order / Hope shall be your guide / Praise the new order / Now let my spirit go ”

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