Strip
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13 . 05 . 2006

Fabula nova

Normalmente questi editoriali sono improntati al cinismo, perchè io e Cymon siamo dei veterani del videoludo incontentabili e ce ne bulliamo. Però l'Electronic Entertainment Expo 2006 è stato potente, e mi ha coinvolto con un entusiasmo che da tempo ormai credevo spento. La fantomatica Nuova Generazione è arrivata, e stavolta ce ne siamo accorti tutti... soltanto un cuore di pietra potrebbe restare indifferente.
E allora, mentre giacevo in lacrime in ginocchio davanti alla magnificenza di certi filmati promozionali, ho capito che il mio cuore appartiene per sempre al Videoludo, attraverso tutte le difficoltà, le frustrazioni e i periodi bui!
Darò per scontato che ciascuno di voi abbia consumato avidamente interviste live, video in streaming, aggiornamenti minuto per minuto dagli inviati sul campo, feed RSS e podcast e foto sfocate rubate col cellulare alle conferenze dove non si poteva... ma anche no, se volete l'E3 2006 filtrato attraverso il mio punto di vista, accomodatevi.

Se fossi a capo di Microsoft Games, manderei i miei ninja cyborg ad assassinare Ken Kuturagi sulla sua scrivania all'ultimo piano della sede di Sony, e il giorno dopo comprerei Square-Enix in un sol boccone per il doppio del suo valore di mercato, e poi comprerei la persona fisica di Hideo Kojima e tutti i suoi familiari. In capo a una settimana verrei eletto Imperatore del Giappone per acclamazione di popolo, ma questa è un'altra storia.
Il mio obiettivo sarebbe ovviamente portare la giustizia nel settore dell'intrattenimento elettronico. Non che abbia qualcosa contro Sony, il fatto è che quando batterai la concorrenza anche se presenti la tua console con un anno di ritardo, dopo aver mentito senza nessun pudore sulle sue caratteristiche tecniche, e quando questa console fa schifo a vedersi, pesa come una Rolls Royce e costa altrettanto... insomma, meriti la distruzione. E Sony la merita, perchè altrimenti la Guerra delle Console è finita prima ancora di cominciare, e si prospettano altri 6 anni di dominio assoluto.
Non è mai stata una questione di logica, il prodotto che vince non è quasi mai il migliore, ma mi sarebbe piaciuto che almeno stavolta le cose andassero diversamente. Mi sarei arrabbiato meno se la PS3 fosse stata un pò più simpatica, un pò meno deludente nel suo debutto. Invece ci si ritrova per le mani una specie di enorme radiatore deforme con 6 (sei) porte di input in meno della console presentata un anno fa... in compenso c'è il sensore di inclinazione, certo, quello rubato la settimana scorsa al Nintendo Wii: e badate bene, "inclinazione", non "movimento"... la differenza è fondamentale, scordatevi di fare acrobazie davanti alla TV. Il joypad è lo stesso vecchio Dual-Shock, senza più lo "Shock" per far posto al suddetto sensore.
E questo per l'aspetto esteriore. Pare che perlomeno la potenza ci sia, e meno male altrimenti c'era da strapparsi i capelli. Le concorrenti hanno design deliziosi, idee innovative e rivoluzionarie, ma le buone ragioni per comprare una PS3 si chiamano Final Fantasy e Metal Gear Solid, e siamo sinceri... alla fine è solo questo che conta. Tutto il resto impallidisce, i difetti dell'amata non si vedono più, perchè siamo abbagliati dallo splendore di queste meraviglie.

E così ci sono arrivato. Final Fantasy. Final Fantasy XIII. Come qualcuno saprà FF occupa continuamente i miei pensieri, per cui non ci vedo nulla di ironico, e neppure di ridicolo, se viene presentato il seguito di un gioco quando il precedente arriverà tra quasi un anno nel nostro paese. E' solo un pò triste.
Square ha preso sul serio questa faccenda della next generation, e da bravi nipponici si sono impegnati tanto e hanno esagerato: potevano limitarsi a fare un videogioco, e saremmo stati già contenti... invece hanno messo in atto una strategia di Conquista del Mondo. Il concetto chiave è Contenuto Multiforme, una di quelle parole che i PR delle aziende si inventano per stupire il pubblico, ma in pratica è semplice: fare i giochi oggi come oggi costa tanti, tanti, tanti soldi e risorse (soprattutto per come li fa Square, aggiungo io); per starci dentro bisogna distribuire i contenuti su tante piattaforme diverse, contemporaneamente, e sfruttare il richiamo di un prodotto per vendere anche gli altri. Tanto è tutto digitale, si fa presto (in teoria) a riutilizzare i suddetti contenuti. Non si parla più della classica maglietta & portachiavi, ma di film da vedere al cinema, RPG online per telefonino, cose parecchio ambiziose.
Aggiungeteci un nome in pseudo-latino tanto buffo, ed ecco Fabula Nova Crystallis, una filosofia di pensiero che si concretizza nel mondo in tre prodotti, almeno per il momento. Prima viene FF XIII liscio, e qui c'è un trailer che impone un minuto di raccoglimento. La cosa buffa dell'E3 di quest'anno è che non si riesce più a distinguere i filmati dal gameplay reale, gli screenshot dalle illustrazioni promozionali. Qui vediamo scene d'azione folle, e sul più bello spunta l'interfaccia del gioco... da cui capiamo che quello che si vede è il normale svolgimento di una battaglia.
Allo stesso tempo c'è FF Versus XIII, e qui Square ha avuto un'altra idea buffa: perchè aspettare prima di fare il seguito di un gioco? Facciamolo insieme al gioco stesso, così risparmiamo tempo! In sostanza stessa ambientazione, ma vissuta da un altro punto di vista. E forse un gameplay meno RPG e più d'azione, visto che il team di sviluppo è quello di Kingdom Hearts 2. E poi viene la versione piccina, FF Agito XIII, che però non è il solito platform sfigato ma un gioco multiplayer di massa. Le mie spie senza nome mi hanno rivelato un quarto potenziale titolo, FF Haeresis XIII, non presentato ufficialmente. Magari non è vero, ma se lo è saremo stati tra i primi a dirlo. Ah!

Ora dovrei dire qualcosa su MGS4: Guns of the Patriots, ma cosa possono aggiungere le parole a un filmato come questo? Non c'è nulla da dire, le parole non bastano. Notate solo il lavoro di correzione del colore, con le tinte verdi e le luci abbaglianti... io lo noto perchè sto leggendo delle cose sull'argomento, per migliorare la mia tecnica: grazie, Hideo Kojima, facci sognare.

Lo-Rez: arte, storia, web design
13 . 05 . 2006

Credere ut giocare

...e giocare ut credere. Ma ci arriveremo. Fatemi partire da un po' più lontano.
E' stata una bella E3. Nel complesso almeno. Sul fronte PC non c'è niente che mi abbia particolarmente sconvolto, in verità. Come ho detto poche settimane orsono la tendenza più innovativa dei nostri compatibili è data dalla serializzazione dei videogiochi e ben sapete che di questi esperimenti a L.A. non se ne è avuta granché traccia, anche perchè il periodo di hype generation sta giungendo al termine e presto si scenderà in campo, luogo in cui le smancerie che hai ricevuto alle fiere raramente hanno un valore. Se vogliamo, sull'altro fronte vivace del mercato, quello dei MMORPG, si è avuto qualche sussulto in più, ma solo relativo. Ufficializzate e segnate in pergamena le nuove razze di World of Warcraft, quanto di buono si è detto di loro è però stemperato dal tempo che ci metteranno ad arrivare ad Azeroth, considerando che sembri si parli di parecchio tempo. Indubbiamente, però, parliamo di creature affascinanti, che rimescolano un po' le carte: Draenei, che sono tradizionalmente caratteristici del mondo sfigo degli orchi, dalla parte dell'Alleanza, mentre gli elfi del sangue, elfi e quindi fighetti e bacchettoni per DNA, assieme alle puzzolenti creature dell'orda. Inutile, comunque, dubitare del loro carisma, sono comunque creature uscite dal chara design Blizzard, comincia ad essere difficile pensare a come potrebbero sbagliare.
Tanto per dire, sembra che dalla saga di Lordaeron e compagnia bella vogliano persino trarci un film. Personalmente le vibrazioni, al momento, sono nulle. E' molto che non parlo degli intrecci tra cinema e videogiochi, ma di un progetto del genere a questo punto si può dire tutto il bene e tutto il male possibile mescolato assieme senza ostentare incoerenza, quindi forse astenermi mi salverà semplicemente dal ridicolo.
L'altro MMORPG che ha allertato gli osservatori già da lungo tempo installati è stato Tabula Rasa, con un bel filmatozzo. Filmatozzo che però ci dice poco della ciccia che ci interessa, ovvero di tutte le intriganti dinamiche che Garriot millanta gargiulo considerando che tanto non c'è ancora niente di tangibile. In compenso mi ha scaturito una certa riflessione sulla grafica, non granché positiva. Possibile che i MMORPG devano principalmente basarsi su dei manichini dal canone classico, anonimi e piuttosto privi di carattere? Tolto WoW, che forse unico ha messo in campo dei modelli veramente interessanti, sembra che nessuno abbia voluto dare ai videogiocatori qualcosa di fortemente caratterizzato, come se fosse importante sottolineare che l'avatar è un guscio vuoto che l'utente deve riempire da ogni direzione. Personalmente il primo risultato di una cosa del genere è una grafica che, per quanto si lavori su ambienti, strutture e macchinari, rimane comunque non esaltante.
Intanto, giusto per chiudere, ho letto qualcosa di interessante su Eve Online, gioco uscito già da un po', ma che, tramite quattro descrizioni, mi ha ingolosito. Non sono ancora pronto a un MMORPG, ma questo mi sembra abbia idee interessanti, non fosse altro la possibilità per un mezzo novizio di sconfiggere un giocatore esperto andando oltre quanto dicano le stramaledette statistiche. Una piaga che, secondo me, il genere deve superare, in un modo o nell'altro.
E' stata una bella E3, allora, ma perché dunque? Inutile nasconderci dietro un dito, quello che volevamo era Console War e Console War abbiamo avuto. E non solo la solita loffia esplosione di termini superlativi e acronimi smunti, questa volta, forse, siamo stati portati sull'orlo della Nuova Era.
Fino a prima dell'E3 avevamo un mucchio di deliranti descrizioni di uno strano coso di plastica bianco, un po' storto e con lucine, che poteva far andare videgiochi da comandare usando un ancor più strano coso a forma di telecomando. Oggi abbiamo una console, una line-up come si deve, delle prove su strada e forse un'azienda che appartiene alla Storia dei Videogiochi che forse, dopo diversi anni in cerca di sè stessa ha capito come piegare il futuro al suo volere.
Quando si è cominciato a parlare di cosa sarebbe stato il Revolution abbiamo riso tutti, oppore non so se voi avete riso, ma io ho riso e molti hanno riso con me. Dopo il bagno di sangue del GameCube, dopo le aggressive mobilitazioni di Microsoft per la nuova XBOX e dopo aver visto come la Sony, sostanzialmente, aveva il dominio del mercato, vedere questi giapponesi che iniziano a parlare di telecomandi, eroi cucciolosi, sensori basculanti e nuove esperienze di gioco sembra, più che vedere un'azienda che fa quadrato e si prepara a ripartire, essere al cospetto di un gruppo di samurai che hanno deciso di porre termine alla loro esistenza col seppuku.
"Siamo Nintendo", era la loro unica giustificazione, in quei giorni. "Abbiamo inventato la maggior parte dei mattoni che costituiscono il moderno mondo dei videogiochi. Sony e Microsoft hanno trovato modi più sgargianti di mettere insieme quei mattoni, sono riusciti ad usare quei mattoni per attirare gente che prima non sapeva niente dei videogiochi. Noi crediamo semplicemente che sia tempo di trovare nuovi mattoni.". Quei giappi, sostanzialmente, hanno messo in dubbio che il joypad, nella sua forma, nella sua razionale composizione di levette e tasti, sia qualcosa di innato e congenito al mondo dei videogiochi. Essi sostengono tutt'ora (e a pensarci ci sarebbe da arrestarli per questo!) che sia semplicemente un modo qualsiasi di fare le cose.
Con queste premesse arriviamo ad oggi, giorno in cui la N raccoglie quanto ha seminato. Non è più tempo di Revolution, è tempo di Wii e a parte certi cretini (chi?) che saltellano per le strade facendo WIIIIIIIIII WIIIIIIIIII WIIIIIIIII (ma dai?) si tratta di una macchina da trattare con rispetto. E' un approccio nuovo al mondo dei videogiochi, ma sembra, soprattutto, che esista un pubblico vasto pronto ad accoglierlo. Nella conferenza si è tirato fuori un concetto di cui io parlavo qui ovvero la sottile seduzione del grande popolo dei non giocatori. Mai avrei pensato che questi fossero pronti a impugnare un coso oblungo per giocarci a tennis, ma forse è qui che sta il nostro errore di Veri Videogiocatori. Attaccarsi a un joypad è un'attività di per sé innaturale che richiede abitudine, non c'è un solo automatismo che sia già cablato nel nostro organismo per cui è sempre necessario un certo impegno per padroneggiare la periferica e, di conseguenza, i videogiochi. Il Wii (WIIIIIIIIIIIIII), invece, da un lato potrebbe complicare le cose, ma dall'altro renderle più intuitive permettendo di emulare i gesti che compiamo nella realtà.
Ma a sancire la vittoria di Nintendo, paradossalmente, è stata la conferenza PS3, in cui è stato annunciato il loro controller, provvisto a sua volta di un rivoluzionario sensore di movimento che lo allinea con le idee della casa di Mario. Io non so le esatte dinamiche,ma l'impressione che si ricava dall'annuncio Sony è che la casa, volente o nolente, si è dovuta gettare nella battaglia delle periferiche e che, dopo tanto sogghignare (si, pure lei) per le strampalate idee dei progettisti del nemico, alla fine si sia ritrovata, non senza goffaggine, ad andare dietro al suo modo di pensare.
In qualche modo, così, la geografia della Console War appare oggi completamente ribaltata. XBOX360, che doveva giovare dell'arrivo anticipato sul mercato, soffre oggi un parco giochi risicato che sicuramente non gli sta rendendo facile imporsi e, intanto, si ritrova con un "modo di costruire console" che le due rivali stanno considerando ormai obsoleto. Sony, che è tutt'ora leader, è dovuta scendere a patti con le idee di Nintendo che ha dalla sua una più lunga esperienza in termini di appeal innovativo maturata con il suo primo progetto rivoluzionario, il DS. Nintendo, pur continuando con le sue masochistiche pratiche di marketing (o marketwiiiiiiiiiii), ha ora scoperto tutte le carte e non può fare altro che tirare dritto e vedere fin dove riesce ad arrivare.
Un altro interessante sintomo di come il Nintendo Style stia letteralmente infettando il mondo console in modo subdolo e strisciante, direi che possa essere Okami, dalla stessa mano che forgiò Viewtiful Joe. E' un gioco PS2, direte voi, ma personalmente quando ho cominciato a sentire del funzionamento del pennello magico del protagonista (ehm...) non ho potuto non pensare a come avrebbe potuto rendere sul touchscreen DS e di come sostanzialmente l'idea sia limitata dalle periferiche PS2. A mio parere, anche se la cosa può sembrare un po' paranoide-psicotica, anche questo è il segno che lo spirito dei tempi sta cambiando.
Rotoliamo serenamente a conclusione dopo questa lungo disquisizione. E' un periodo che parlo e riparlo, corro e ricorro, sempre sugli stessi argomenti. Spero che ciò accada in merito a elementi sempre nuovi che giungono a riguardo degli argomenti stessi piuttosto che a causa di una mia cronica mancanza di idee. E spero anche di ripetermi il meno possibile e chissà, pure non annoiarvi. Per farmi perdonare di eccessi di saccenza, comunque, riservo questa chiusura per due cosine carine. Intanto questa secondo me è la pubblicità più geek che esista, perchè per capirla è necessario studiarsi il codice che c'è scritto dentro. Invece, se amate (o odiate) Harry Potter, sappiate che questo stupido filmatino ha riscosso un discreto successo in alcuni ambienti deviati che frequento.

"The chase is better than the catch"

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