Strip
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11 . 06 . 2005

La cosiddetta Arte

Era un pò che la serie Jobs non si occupava di Cloud, e delle sue avventure nel mondo degli affari illeciti attorno agli MMORPG: l'ultima volta che siamo stati sul suo balcone/ufficio nevicava.
Mentre su queste colonne si discuteva di Episodio III (e la discussione continua), si sono accumulati un pò di argomenti videoludici, nella Pila degli Argomenti che mantengo in memoria, e mi sembra il caso di cominciare a smaltirli.
Poche settimane fa citavo IntoThePixel, la rassegna artistica dell'E3, ma nel frattempo c'è stato appunto l'E3 2005, e la rassegna si è aggiornata con nuovi... ehm, "capolavori". Avevo sperato che l'edizione passata fosse una svista momentanea, dopotutto era la prima edizione... ma anche per il 2005 si conferma una scelta di opere a dir poco squallida e imbarazzante. Davvero, o la giuria è stata corrotta con oro sonante, oppure è un branco di incompetenti che ha preso due o tre scatole di videogiochi a casaccio, ha ritagliato copertine e screenshot sul retro, e l'ha chiamata Galleria D'Arte. D'altra parte si sa, è questione di gusti, ma chi si ritrova con quei gusti dovrebbe sporgere un reclamo a Madre Natura.
L'unica opera che si salva è quella di Oddworld, ma anche in questo caso la sensanzione è che abbiano estratto alla cieca un disegno da un grosso album che gli è stato spedito per posta, e sfortunatamente hanno estratto uno dei più insignificanti che siano stati prodotti per Stranger's Wrath, che non rende giustizia al lavoro degli Oddworld Inhabitants.
In tema di arte mi permetto di segnalarvi invece qualcosa che incontra i miei gusti, come del resto faccio ogni dannata settimana da queste colonne: i wallpaper di Okami sono un ottimo esempio di acquerelli giapponesi, pieni di bizzarre creature mitologiche orientali. Il gioco sembra molto promettente, con un gameplay originale e sperimentale. Ovviamente, potrebbe anche rivelarsi uno schifo, per le stesse ragioni.
Altri wallpaper da non perdere, e lo dico con tutto il cuore, sono quelli di Death By Degrees, quel gioco d'azione in cui recita la famosa star Nina Williams, di Tekken. Tempo fa avevo già segnalato quelle illustrazioni, e ora sembra che la galleria sia al completo: questo è ciò che io chiamo Alta Qualità.

Per dare un esempio di siti che prendono sul serio l'arte videoludica, ci sarebbe questo lungo articolo su Naïmoka dedicato alla Moda nell'arte di Tetsuya Nomura. E' in francese, lingua che personalmente mi fa ribrezzo, ma magari a qualcuno può interessare... penso soprattutto alle nostre lettrici, una comunità piccola ma che si è fatta sentire stranamente spesso in questi anni. Tetsuya Nomura, chara-designer di punta di Squaresoft, ha sempre messo una cura ossessiva nel vestiario dei suoi personaggi, e guardando le figure di quell'articolo ci si può fare un'idea. Per la cronaca, non faccio per vantarmi ma... ebbene sì! Io l'avevo detto! Nel lontano ottobre 2002 scrivevo che quel tizio secondo me poteva benissimo fare lo stilista di moda.
E dopo aver accontentato anche il pubblico femminile, passiamo alle notiziole pervertite: parliamo spesso dei titoli bizzarri dei giochi orientali, ma questa non si era mai sentita... pare che il mech del personaggio segreto di Senko No Ronde si chiami Castrato Opera. Già che ci siamo, diamo un'occhiata alla galleria dei personaggi: tutte ragazzine, direte voi? Sbagliato! La metà di quei personaggi in teoria sono uomini.
Ma torniamo nella nostra Europa, perchè pare che ci sia all'orizzonte, dopo un periodo buio, un RPG decente per PC: The Witcher. La grafica è dannatamente bella, ma del resto tutti i videogiochi odierni hanno una grafica dannatamente bella, o dovrebbero averla, perchè di fatto ormai l'hardware non pone più limiti pratici a quello che è possibile mostrare su uno schermo. E' solo questione di avere motori grafici efficienti, e soprattutto degli artisti degni... Con l'avvento del 3D bastava pompare più poligoni per stupire, ma adesso il divario tra le case che hanno una buona direzione artistica e quelle che l'hanno sempre trascurata è destinato ad aumentare. Speriamo.
Per finire vorrei scusarmi per i ritardi nella pubblicazione delle strip su M.it, che come al solito non dipendono da noi. Gli utenti più smaliziati hanno da tempo scoperto il trucco segreto per vedere in anteprima le strip, sfruttando un bug nella galleria immagini del sito, gli altri tengano d'occhio il forum per i possibili aggiornamenti. E' successa una faccenda che ha a che fare con le mele, mi sembra un argomento succoso per una strip d'attualità...

“It's your typical 'boy meets girl, boy loses girl, boy fights 16 giant monsters' story.”

Lo-Rez: arte, storia, web design
11 . 06 . 2005

Weekly report

Questa settimana ho giocato/finito Tron 2.0, gioco che mi permette di fare una piccola riflessione. E' ben vero che ci sono in giro tanti bellissimo FPS sulla seconda guerra mondiale, ma cosa serve perchè essi funzionino? Un po' di malizia registica, un modello delle armi e del mondo convincente, un po' di realismo e dei livelli ben architettati. Tutta roba difficile da trovare in giro, non ne dubito, ma che non rappresenta l'opera reale di un game-designer. Tron 2.0 (gioco comunque piuttosto vecchiotto, eh!) invece ha avuto bisogno di un certa arte per venire al mondo, arte che si vede tutta, dalla creazione di armi veramente accattivanti (l'artiglio di energia ti fa sentire un lord Sith!) al costante lavoro per dare fisicità e credibilità a un mondo irreale come quello delle macchine. Forse Tron 2.0 non è più bello di Medal of Honor, ma mi sta più simpatico, forse perchè quando vedo un suo screenshot capisco subito di che gioco si tratta e non posso confonderlo con nessun altro. Esiste poi un amore per i dettagli e le rifiniture che è adorabile, con i programmi nemici che quando ti sconfiggono ti sbeffeggiano dicendo "ctrl alt canc!" (o quando combattono ti urlano dietro frasi come quella in citazione) e personaggi maiuscoli come il Kernel, un vero figo del cybermondo.
Contestualmente a Tron 2.0 sto anche giocando a Morrowind e devo dire che mi sto divertendo il che, visto che stiamo parlando di un RPG piuttosto complesso, rasenta il miracolo. Forse la cosa che mi ha preso è il fatto che non c'è nessuna ansia di portare a termine questa o quella quest e il fatto che puoi tagliarti su misura le imprese che vuoi. Il giorno che non vuoi andare in giro a soddisfare questa o quella fazione puoi benissimo decidere di raggiungere un certo punto sulla mappa, oppure acquisire una certa abilità e andartene a zonzo facendo quello che più ti diverte in lungo e in largo. In proposito della saga di Elder Scrolls, poi, ho visto alcune immagini di Oblivion e alcuni commenti riguardo quello che sarà. C'è da aver paura perchè le ambizioni di questa serie sono sempre cresciute capitolo dopo capitolo e se avremo quanto promesso si tratterà di un mondo da cui sarà difficile staccarsi. Trovo sempre un po' strano, comunque, che software house si sbattano tanto per creare un mondo artificiale dettagliato e vivo per un giocatore quando oggi la via più semplice per cose del genere è il MMORPG però non credo che operazioni del genere siano sbagliate. Il gioco single-player è il gioco single-player, è un confronto del giocatore con sé stesso, un esperienza filosoficamente profondamente diversa da quello che può essere un luogo di ritrovo per net-gamers. E visto che un RPG trae gran parte del suo vigore dal mondo in cui si svolge ben venga chi a questo mondo vuole dedicare anni di lavoro.
Per lo sconsiglialibri settimanale mettiamo alla berlina Eragon di Christopher Paolini. Non mi importa che è un libro per ragazzi, sta di fatto che è un libro tenuto in piedi da quattro idee risicate vecchie come il cucco. La sua lettura, oltretutto, ha stimolato i miei sensi di ragno perchè ho percepito una subliminale somiglianza con la trilogia originale di Star Wars. Non una cosa sfacciata, però alcune cose come "giovane ragazzo contadino che trova cosa strana e a cui i cattivi massacrano la famiglia mentre è fuori casa" oppure "anziano cavaliere burbero che addestra suddetto giovane nelle vie della magia e del resto". Poi c'è un imperatore che è un cavaliere malvagio, un gruppo di ribelli che resistono strenuamente al suo regime e robetta del genere, altre cose che alimentano i miei sospetti. Naturalmente il libro è il primo di una saga, quindi facciamo così: io adesso vi dico che il protagonista è il figlio del più cattivo cavaliere al soldo dell'imperatore il quale dovrebbe essere morto, ma magari vive ancora. Voi leggete i libri e mi dite se è davvero così (credo che gli altri volumi della saga non siano già usciti in Italia e non penso nemmeno in America). Se la previsione si avvera ho vinto io.
Per quello che riguarda l'E3 ammetto di averla bellamente ignorata fino ad ora. Il gioco su cui i miei sensori sono puntati, lo sapete, è Spore. Se ne è saputo qualcosina di più, ma niente che Wright non avesse già detto. Secondo me è piuttosto curiosa questa idea del buon Will riguardante il citazionismo e l'omaggio ad altri giochi. E' una cosa che non si è mai fatta nel mondo dei VG, non si è mai sentito il bisogno di tenere presente un qualche retroterra da omaggiare e usarlo per realizzare un prodotto nuovo in un progetto "alla Kill Bill", è un'arma a doppio taglio e mi incuriosisce veramente un sacco vedere come sarà impiegata. Per ora la sensazione riguardante i primi screenshot è piuttosto confusa, si nota un po' troppo che il gioco non è esattamente finito quindi è impossibile dare giudizi, ma secondo me avere una cosa del genere che gira per il pianeta renderà interessante il nostro futuro.
Per le brevissime: hanno ripreso il cartone di Yu-Gi-Oh, sebbene il gioco che giochino loro sia piuttosto farlocco e meno divertente di quello originale comunque diciamo che la storia regge comunque, anche se si tratta della seconda serie.

"Smettila di eseguire routine di fuga!"

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