Strip
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22 . 09 . 2001

Sol Levante

In origine oggi avevo intenzione di parlare di come Suteki Da Ne, la canzone tema di Final Fantasy X, letteralmente abbia messo sotto-sopra la mia esistenza, ma poi ho deciso di dare la priorità alle news che sono arrivate proprio in questi giorni, e in particolare alle strabilianti leggende che giungono dall'Oriente. Si vocifera che il popolo dagli occhi a mandorla infatti sia appena giunto in possesso di gioielli esotici come un Cubo viola dai poteri devastanti (e con una buffa confezione), Devil May Cry per PS2 e Shenmue II per Dreamcast. Come vedete, c'è n'e' per tutti.
Shenmue II pare essere migliore del primo episodio. Non so che opinione abbiate voi del primo episodio, ma personalmente stento a credere che si possa mettere l'aggettivo migliore davanti a un tale gioco. D'altra parte, soltanto i creatori di Shenmue potevano sorpassare Shenmue...
Immaginate Honk Hong, 1986/87. Se incontrate qualche difficoltà nessun problema, ci pensano i 5 gd-rom a darvene un'idea più che convincente. E l'ottimo articolo su The GIA giura che il livello di dettaglio, quasi incredibile nel primo episodio, non ha sofferto dall'aumento dell'area di gioco (si parla di 10 volte tanto!).
Questo titolo sarà il canto del cigno di una console morta prima del tempo, e oltretutto rappresenta il testamento e l'eredita' di una delle più grandi softwarehouse di tutti i tempi: se per voi i videogiochi sono qualcosa di piu' di un modo per buttare via ore sottraendole ad attivita' piu' costruttive, Shenmue II ha un valore storico aggiuntivo che lo rende davvero imperdibile. Shenmue poi è l'unico gioco di cui io sia a conoscenza che propone sul serio una vita alternativa. Se e' vero che non e' tecnicamente un gioco di ruolo, e' anche vero che nessun altro gioco da' la sensazione di interpretare un ruolo come questo, nessuno.
Tutto, dalle partite a Space Harrier in sala giochi, all'aspettare l'autobus sotto la pioggia insieme ai pendolari del porto di Yokosuka, al salutare ogni giorno i commessi sulla porta dei loro negozi, alle telefonate alla fidanzata, agli allenamenti solitari nel dojo a lume di candela quando fuori nevica... tutto dà l'impressione di vivere la vita di Ryo Hazuki, e in questo Sega ha davvero mantenuto promesse che sembravano incredibili.

Stavo curiosando sempre su The GIA, e ho trovato qualche informazione sulla serie tv di (chiedo scusa) Final Fantasy. Magari vi interessa... The GIA è un sito che mi piace sempre di più ogni volta che lo visito, ha un design poco appariscente (diciamo pure brutto) ma i contenuti sono tra i migliori che vedo in giro. E poi hanno grandissima attenzione per gli artwork dei giochi, e ciò non puo' che farmi piacere. Forse gli mandero' qualcosa per la loro Fan Art Gallery. Peccato che sia sul punto di chiudere (ma insieme lo possiamo salvare!). E' buffo come invariabilmente i siti che mi piacciono si trovano in condizioni economiche a dir poco precarie. Scommetto che e' perche' un po' tutti i siti si trovano in gran casini di questi tempi...

Nota tecnica: sono passato a Photoshop 6.0, dopo una vita passata con il 5.5. Questo aggiornamento in pratica dovrebbe tradursi in una migliore qualità generale delle immagini, anche se la prima impressione mi ha un po' disorientato. Conoscevo praticamente ad occhi chiusi l'intero albero dei menu di quel gioiello di programma, e in questa edizione ci sono stati un sacco di cambiamenti... Bè, farò l'abitudine anche a questo. Tanto io uso le scorciatoie da tastiera :)
Sarà stupido, ma io ce l'ho un po' di nostalgia per il vecchio layout, la vecchia barra degli strumenti... in fondo cosa avevano di tanto sbagliato? A volte penso che il mondo dell'hi-tech cambia troppo in fretta, baby.

Lo-Rez: arte, storia, web design
22 . 09 . 2001

Giocoragazzo e giocostazione

E' notizia di mercoledì: una donna percorre qualche decina di migliaia di chilometri per portare al figlioletto il Gamboy che ha dimenticato a casa. Motivazione: il pupo senza si sarebbe sentito emarginato senza giacchè l'intera classe era dotata della scatoletta Nintendo.
Riporto questo fatto di cronaca nella column perchè mi ha fatto riflettere su diverse questioni videoludiche, questioni che ben si adattano a questo sito e, conseguentemente, a questo editoriale.
Innanzitutto fa abbastanza impressione sentire che si è emarginati se NON si possiede una console. Nei tempi antiqui (quei gran tempi di nicchia di cui tanti nostalgici parlano sospirando) le persone gioco-munite erano una cerchia ristretta che poteva suscitare curiosità nei propri amici o dare un diversivo, ma niente più. Oggi invece smanettare col giochino dei pok...pok...pok...(mannaggia, non ho mai il coraggio di dirlo tutto intero)...emon è lo standard. I tempi, se non lo si fosse ancora capito, sono parecchio cambiati.
Questo però è un discorso vecchio e ormai acquisito, lo dimostrano anche le strategie di vendita delle software house che puntano sempre più a un livellamento verso il basso della difficoltà dei videogame per accedere al "grande pubblico" (un po' lo sputtanamento di tanto cinema con l'avvento dei blockbuster). Insomma, ormai la console sta entrando a far parte degli elettrodomestici di casa allo stesso livello della TV, del lettore CD e del PC, naturalmente, è un moto ormai inarrestabile ed è banale parlarne.
Mi sembra invece più rilevante vedere come non solo la console sia lo standard, ma il GAMEBOY sia lo standard. Siamo abituati in questi ultimi anni a pensare che il mondo del home-entertainment sia assoluto appannaggio della Playstation. Tutti hanno la Playstation, tutti usano i giochi della Playstation, tutti adorano la Playstation...pure diversi giochi PC sono stati semplicemente (brutte) conversioni da Playstation.
E' ora, secondo me, di guardare un cicinino oltre l'entusiasmo del mercato. La vecchia guardia del videoludo (ormai ridotta alla sola grande N) rimane attaccata al suo mercato con le unghie e con i denti da anni, la Sony non è mai riuscita a schiacciarla o a metterla definitivamente in ombra. Questo (come ha detto anche Lo-Rez in altre column) è dovuto al fatto che l'intelligenza e la malizia dei giappi del supermario sono indubbie e danno loro sette vite come i gatti.
Innanzitutto pensiamo al Nintendo 64, una macchina che teoricamente non dovrebbe avere nessuno (giacchè c'è la Play) ma che intanto ha sfornato un paio di Zelda che hanno vinto premi su premi e quindi nel lettore di qualche scatolino di plastica saranno pur dovuti girare, poi c'è il Gameboy Advance il quale (anche grazie agli sgorbietti cartoonosi e teneroni, lo ammetto) si sta imponendo soprattutto tra le nuove generazioni. Anche in questa "era di mezzo" in cui sembra che il riferimento debba essere unico, dunque, c'era chi riusciva a mettere fieno in cascina.
In questa prospettiva in futuro se ne vedranno delle belle. Questa volta la lotta sarà ancora più serrata e spietata, sarà la volta di attaccare oltre che difendersi nel proprio fortino. Comunque, come mi pare di aver dimostrato nelle righe di sopra, il risultato non è affatto scontato.
E' sempre di pochi giorni fa l'annuncio che l'uscita di GameCube e X-Box qua in Europa sarà posticipata. Per il primo si parla di poche settimane (quindi mancherà di poco l'ondata natalizia) mentre il secondo è rimasto un po' più nebuloso. Nell'ultimo grande confronto (Dreamcast-PS2) chi prima è uscito è stato sconfitto, ma la Sega era malata già da tempo e tutti vedevano comunque la sua nuova console come il canto del cigno. Nella lotta tra l'artistico cubo e il mattonazzo Microsoft non penso che le cose si risolveranno così semplicemente. Gates magari pensa di avere dalla sua parte tutti gli utenti PC che ormai, volenti o nolenti, si sono assuefatti alla Microsoft. Magari non pensa a milioni di pupottoli con le mani pacioccose che vanno in gita scolastica giocando coi pokemon (ce l'ho fatta! L'ho detta tutta! L'ho detta tutta!).

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