Strip
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26 . 02 . 2005

La moda barocca

Continua la saga del Gatto Tamagotchi. Le potenzialità wireless aggiunte di recente a questi dispositivi pongono notevoli interrogativi etici e morali, soprattutto quando questo potere è nelle mani di Ingegneri Delle Tenebre come il nostro Neo e Gödel...

I MMORPG si dividono attualmente in due categorie: "World Of Warcraft" e "gli Altri".
Probabilmente se pagassi la quota mensile per qualcuno di essi la mia attenzione sarebbe tutta assorbita su un titolo, ma al momento sono libero e posso quindi lasciarmi lusingare da qualsiasi MMORPG. La scena coreana in particolare è molto attiva, visto che quando questi orientali si impegnano in qualcosa, si impegnano dannatamente sul serio (e qualche volta si scordano di mangiare e bere e muoiono negli internet cafè). Ragnarok Online ormai è un successo consolidato, ma c'è un nuovo titolo che ha catturato il mio interesse: Granado Espada.
Ne ho già parlato per dire che quegli screenshot mettevano l'acquolina in bocca, e da allora la veste grafica di questo titolo per PC non ha fatto che migliorare. Di solito i giochi coreani hanno un'ottima arte ma una qualità tecnica scarsina, ma io non credo di aver mai visto un MMORPG più impressionante di questo. Rispetto a WoW, tanto per dire, è una generazione avanti.
La direzione artistica è altrettanto sbalorditiva, con un fantasy barocco, o settecentesco, assolutamente sorprendente. E anche il design dei mostri non scherza affatto. Il sito ufficiale è pieno da scoppiare di artwork, stavolta sono stati veramente generosi, per cui una visita è d'obbligo. In particolare alla sezione dei personaggi.
E ora lasciatemi giocare al giornalista videoludico. Le mie sono solo supposizioni basate su qualche figura, visto che gli ideogrammi coreani non mi dicono nulla. Se credete che i veri giornalisti lavorino diversamente, tenetevi pure le vostre illusioni e non leggete oltre. FTR non è certo un sito d'informazione seria, dopotutto...!
Dunque, osservando l'illustrazione della classe dei Guerrieri (che è alta ben 5670 pixel, con totale disprezzo della larghezza di banda) si nota che alcuni hanno armi da taglio e altri pistole: questo mi esalta, perchè finora in genere gli RPG hanno sempre distinto gli specialisti in armi a distanza, mentre qui finalmente pare che la classe comprenda tutti i personaggi capaci di combattere, in un modo o nell'altro (anche se sembrano tanti Lady Oscar biondi). Bella lì, non mi è mai sembrato molto realistico che un un soldato, arciere o fuciliere, sia indifeso come un bimbo nel corpo a corpo.
Passiamo ai Maghi. Nè io nè voi abbiamo mai visto una maga con l'ombrellino da sole e il finto neo da dama francese, cosa che già di per sè giustificherebbe una spesa di 15 euro mensili per giocarci... ma date un'occhiata alle statistiche in fondo alla pagina: a parte il fatto che sono le stesse di D&D, copiate senza vergogna, noterete come il punteggio massimo (che a quanto pare sono 5 stelle) non vada all'Intelligenza, ma alla Destrezza! Tutto ciò mi esalta ancora, sembra quasi che la magia in questo gioco siano trucchi di prestigio, piuttosto che formule arcane...
Per onestà comunque mi sembra giusto precisare che chi ci ha giocato finora lo ha trovato un pò noioso. Ma tanto noi non lo giocheremo mai, tanto vale guardare le figure.

La scorsa settimana la nostra strip su M.it trattava un tema scottante che ha suscitato numerosi interrogativi morali, e ha consumato fiumi di banda nei forum. Questa domenica trattiamo un'altra vicenda spinosa. Noi due tutto sommato ci siamo divertiti con quella Trilogia, ma sappiamo già che invece andremo a riaccendere una delusione cocente in molte persone. Così sia.

“Ninja live by code of honor. Magical Girl live by code of love.
This lead to many disaster and much destruction of urban area. Honor much safer.”

Lo-Rez: arte, storia, web design
26 . 02 . 2005

Classic

Settimana scorsa la sezione di FTR di M.it ha ritrovato l'antico splendore appropriandosi per l'intera domenica della homepage del sitone per parlare di una notizia interna al network tramite una gag a mio parere piuttosto ben riuscita (ho scritto la sceneggiatura alle tre e mezza di notte, considerate anche questo). Come naturale questa esposizione così chiassosa ha portato a FTR Classic un fottìo di contatti, persino più di quanti ne totalizzasse nei tempi andati. Non c'è granché da montarsi la testa, è chiaro che c'è molta inerzia in questi risultati, c'è una pulsione propria dell'utente a cliccare sull'immagine più grossa disponibile a prescindere da cosa sia e che genera contatti con un peso diverso dai click dei Veri Lettori, quelli cioè che ci sono stati alle costole anche quando trovare la nostra strip era impresa da operatore della Nabuccodonosor. Nonostante tutto ciò, però, fa impressione pensare che tanta gente ha speso almeno un secondo sul nostro lavoro, anche se lo ha speso per insultarci, perciò speriamo che questa ritrovata posizione privilegiata duri anche nelle settimane a venire.
Vi ho abituato spesso a lunghi sproloqui sul lavoro di autore di webcomic con seghe mentali di tutto rispetto, ma mai, mi accorgo oggi, ho affrontato il discorso sul processo creativo dietro a FTR Classic. Probabilmente avere la strip M.it sfasata temporalmente rispetto agli editoriali ha sempre fatto in modo che io me la dimenticassi in prossimità della stesura di questa column o trovassi scomodo parlarne. Questo è sicuramente male perchè anche quelle strip hanno una notevole importanza per noi abitanti della tana.
Intanto, FTR Classic è l'unica cosa che ci permetta ancora di definirci fumetto geek tout-court. Non abbiamo mai tenuto conto delle etichette qua dentro, i nostri punti di riferimento non sono mai stati un segreto però non abbiamo mai pensato di riprodurre questo o quel fenomeno creando, anche perchè creare qua dentro è attività tanto caotica che difficilmente ci saremmo riusciti. Certo è però che abbiamo sempre avuto un certo orientamento mettendo al centro delle nostre attività quelle cose luccicanti e un po' gigione che sono i videogiochi e negarlo sarebbe piuttosto ridicolo. Considerando il grande lavoro di strutturazione e ragionamento che è stato fatto al di sotto di FTR Jobs, Kunoichi Clara e Grand Theft Rabbit a volte mi chiedo cosa ci sia, in realtà, alla base di Classic che, se vogliamo, ha un'impostazione completamente diversa, molto più istintiva e viscerale. FTR Classic, a suo modo, dopo gli editoriali che scriviamo ogni settimana, è forse la cosa più intima che vi mostriamo proprio perchè, senza filtro, sbatte su JPG i nostri pensieri. Potreste obiettare che di tutto quello che riguarda la nostra persona FTR Classic mostra proprio solo un'unghia che difficilmente può permettervi di capire qualcosa di noi, ma a mio parere quello che fa vedere è l'immagine non certo della meno importante delle unghie che possediamo. E' l'immagine della nostra unghia più lunga, quella che curiamo e accudiamo perchè ci serve a suonare la chitarra della nostra anima (ma che figo non sono???????). Siamo videogiocatori in un paese dove i videogiochi sono ancora qualcosa di piuttosto confuso, non abbiamo né la (mal)sana cultura west coast dei figli della Silicon Valley né la dedizione zen del sollevante e guardiamo a entrambi questi stili con qualcosa che è a metà tra la curiosità e la stima. Attraverso internet, la rete globalizzante che da solo l'illusione di globalità, abbiamo tracciato i confini di fenomeni che corrono sottopelle a culture che non sono la nostra, abbiamo studiato la vera tribù geek nel suo habitat comprendendola, ma con un filtro difficile da bucare. In questi anni in cui abbiamo fatto piovere sulle nostri menti cose come il 1337, le console-war di nuova generazione, il retro-gaming e i MMORPG, siamo riusciti a vedere, al di là della realtà, il codice (metafora scontata...) di un mondo complesso, complicato e, soprattutto, affascinante. FTR Classic, FTR prima maniera, forse FTR tutto è ogni giorno un tentativo di penetrare questo mondo, affogarcisi dentro, acquisirlo e, allo stesso tempo, è la presa di coscienza di esserne all'esterno, di essere irrimediabilmente analisti al di là del vetro, studiosi intenti a osservare la scimmia attraverso il buco della serratura. In una qualche maniera siamo esploratori di qualcosa che è diverso da noi e allo stesso modo siamo colonizzatori di questo qualcosa, vogliamo piazzarci le tende, consapevoli e coscienti (come raramente i conolizzatori sono) che facendo così inquiniamo i luoghi che andiamo a popolare e li rendiamo diversi da sé stessi.
Ora qualcuno potrà chiedersi perchè fare tutto questo, potreste notare che la geek-culture e tutti gli altri mentecatti che ci danzano intorno non è una cosa che vi interessi in particolar modo, non sentite di doverle dare attenzione, anzi. Bhe, il problema non si pone, non lo facciamo per voi.
Era tanto che volevo scrivere un editoriale creativamente introspettivo, veramente, per i miei gusti, era tanto che non scrivevo un editoriale decente. Forse questo è uno di quegli editoriali troppo confusi perchè qualcuno arrivi in fondo a leggerlo, ma io sono contento comunque di averlo fissato sulla pagina digitale, credo che anche questo atto sia servito, almeno per me (che è la cosa importante, visto che non lo facciam...vabbè, ho già chiarito il concetto).
Se non vi siete appisolati a questo punto avrei un po' di linkeria da esporre, così, per non chiudere nello sconforto. Innanzitutto torna prepotentemente in alto nella mia classifica di gradimento Little Gamers che ultimamente, col progetto Little Samurai, ha sfoggiato una tecnica di un certo livello (considerando come è fatto LG) e delle gag interessanti e un po' più vitali di quelle apparse sulla striscia ultimamente. Sembra che sia una vera e propria tradizione per noi webcomic avere una serie o un personaggio orientaleggiante, ma considerando i risultati sempre raggiunti da questi spin-off direi che è una tradizione molto divertente da rispettare. Un altro link divertente è questo direttamente da Piccolo&Morbido, una discettazione sul 1337 fatto per i genitori con un tono che non c'entra niente col 1337 e che quindi da a tutto un'aura di ridicolo (per la cronaca, la citazione in fondo a questa column è tratta da un articolo correlato a questa pagina). Per finire in bellezza non una, ma ben DUE dimostrazioni che il coniglio è un animale onnipotente e che il suo sguardo dissolve il tessuto del tempo quanto quello di un pilota della Gilda di Dune. Mettete in relazione questo articolo con questa strip e questa recensione con quest'altra e ditemi se non vi facciamo almeno un pochino paura.

"Typical griefer behavior includes luring monsters toward unsuspecting players"

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