Strip
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26 . 06 . 2004

Extended play

Dopo dieci puntate di Kunoichi Clara, riprendiamo la serie di Jobs. Cambia la serie ma il personaggio resta sempre lei, perchè si avvicina il momento in cui anche Clara troverà finalmente un lavoro stabile (dopo alcune esperienze deludenti). Non mi sento molto a mio agio con la continuity, e dopo dieci tavole rigorosamente concatenate è un sollievo tornare a sparare strip istantanee... d'altra parte è quello che continuiamo a fare su M.it (anche se negli ultimi tempi c'è stato qualche disagio).
La strip per M.it di questa settimana, però, riprende a dire il vero una antica saga di FTR, conosciuta nell'ambiente come la Trilogia Del Supporto Tecnico. Ancora tremo al solo sentire questo nome, ho il terrore che basti pronunciare ad alta voce quelle sillabe maledette per scatenare ancora l'Apocalisse hardware che mi colpì a suo tempo.
Chiamatela coincidenza, ma io sono a questo mondo da più di due decenni e non credo alle "coincidenze": esistono poteri occulti all'opera in cielo e sulla terra... che cospirano per mandare il crash il vostro PC!

Mi ero ripromesso di dire due cose su Last Exile, l'anime in onda su MTV. Le prime puntate mi avevano fatto una buona impressione, però mi era anche sembrato un cartone animato che si sforza troppo di essere cool, mentre per essere veramente cool bisogna riuscirci senza sforzo.
Soltanto dall'episodio 11 in poi mi sono convinto che Last Exile è roba buona sul serio. Il mecha-design è fotonico, l'animazione è fotonica, il chara-design è fotonico... e ora che la storia ha preso il volo, anche regia e sceneggiatura sono fotoniche. C'è voluto un pò, per decollare, del resto molti anime d'autore si comportano così: si fanno desiderare, fanno gli snob, e più sono irritanti più i registi si sentono Grandi Autori (e la Critica li acclama).
Last Exile mi ha un pò sorpreso quando, dopo uno stallo durato una decina di puntate, all'improvviso la trama ha subito una forte accelerazione, sono successe venti cose tutte insieme, evoluzioni mozzafiato che rischiano di mandare in red-out lo spettatore. Ora inzia ad emergere una configurazione sensata negli eventi, e i personaggi sono sempre più notevoli. Le due coppiette, Tatiana con Alister e Dio Eraclea con Lucciola, forniscono intrecci interessanti, e la perversione che non può mancare in nessun vero anime qui si manifesta in maniera più adulta del solito, nonostante l'età media dei personaggi sia, ovviamente, da scuole medie inferiori. Dio Eraclea, anche se un pò annacquato (in originale è doppiato da una donna), resta un personaggio carismatico come pochi... e Tatiana Visla è incommensurabile.

Se anche voi in questi giorni cercate distrazione dalle vostre sofferenze sentimentali, provate a rivolgervi a Final Fantasy Tactics Advance. Sì, ancora. Mi chiedevo perchè fossero annunciate oltre 120 ore di gioco, quando io mi ero fermato a 70 poco dopo aver finito la trama principale, ma poi ho aperto gli occhi: dopo aver completato le 300 missioni standard, c'è una nuova svolta nella trama e il gioco continua con altre missioni, con leggi folli come la Kissing Rule o la No Jump Rule.
Tutto ciò mi conferma nella fede in Square Enix, che ha sbagliato certe mosse e sbaglierà ancora, ma non ci fa mai mancare valori di produzione elevatissimi. Anche chi solitamente si riempie la bocca di disprezzo per le grandi softwarehouse, si troverebbe in difficoltà davanti a certi comportamenti di questo publisher, che ad esempio continua ancora a far uscire nuovi artwork per FF Crystal Chronicle, a distanza di parecchi mesi dal debutto.
Questo publisher, che vende decine di milioni di copie all'anno, può permettersi di riempire i suoi giochi fino all'orlo con contenuti omaggio che solo una parte del pubblico arriverà a scoprire (perchè finire le 300 missioni di FFTA richiede tempo ed è un tipico lavoro da power-gamer). Scordatevi di ricevere lo stesso trattamento dai distributori occidentali, soprattutto per PC, che ci vendono titoli da 10-15 ore di single-player a prezzo pieno, e pretendono anche di chiamarli hardcore. Il pubblico fanatico, che videogioca dalla sera alla mattina, su PC trova sfogo soltanto nel multiplayer, visto che il singolo non offre quasi mai ricompense per il tempo e la costanza che si è disposti a investire, anche nei generi che tradizionalmente elargiscono ore di gioco a piene mani, come gli RPG. E tutto ciò non è bello, ecco.

“Tatiana, nel tuo cielo non c'è libertà.”

Lo-Rez: arte, storia, web design
26 . 06 . 2004

Ti prendo e ti porto via

Oggi ho deciso di recensire Taken, che sta andando in onda in questo periodo. Lo faccio perchè secondo me è veramente brutto e come tutte le cose brutte mi irritano e per sfogarmi un bell'editoriale al vetriolo pepato è sempre utile.
Innanzitutto è quasi impossibile notare il legame con il gioco da cui è tratto. Dopo sette episodi neanche l'ombra di Yoshimitsu (che rimane il mio personaggio preferito) o anche King (che è comunque uno dei più rappresentativi), i combattimenti sono fatti male e quando la gente si mena non si vedono mai le nuvolette di luce colorat...come? Come sarebbe a dire che...vabbè, ma come li distinguo? Ah, quello si scrive Tekken? Mi pareva in effetti...
Ok, facciamo finta che non sia incappato in questo clamoroso equivoco e cerchiamo comunque di mettere in piedi un analisi coerente dell'opera.
Non nascondiamoci dietro un dito, sono figlio di X-Files (e di Pitagora e di Trinità...), impossibile non avere in mente LA serie sui rapimenti alieni di fronte a questo polpettone, ma non crediate che riferendosi al suo più diretto genitore, incontri ravvicinati del 3° tipo, si potrebbero ottenere critiche più tenere.
Cominciamo dalle basi: volendo, ai blocchi di partenza, Taken ha quello che X-Files non ha mai avuto: uno spazio ristretto, poche trame da gestire, nessuna necessità di sopravvivere stagione dopo stagione. La struttura è studiata completamente a tavolino, ogni scena madre è costruita all'origine, la coerenza è mantenuta dalla prima scena all'ultima. Probabilmente proprio questa confidenza nello scritto, questo sicurezza di aver fatto un buon lavoro di rielaborazione della mitologia aliena degli ultimi anni '50 ha portato, dall'altra parte, al design di personaggi di cartone, finti, inutili, piatti, che anche quando hanno molto tempo a disposizione (quattro-cinque episodi, corrispondenti anche a 20-30 anni) non riescono ad evolversi di un'unghia, rimanendo sempre uguali a sé stessi e patetici. Ad esempio, per Taken, non è vero che il governo è un entità senza scrupoli oscurantista e ottusa che non accetta compromessi nella lotta agli alieni e nell'occultamento del segreto della loro esistenza (teoria X-Files), è vero invece che sfiga ha voluto che il progetto extraterrestre sia sempre stato in mano, dall'inizio, a una famiglia di bastardi matricolati che, dal primo all'ultimo, non hanno esitato a comportarsi come degli infami mostri per...per...bho, in verità non si capisce, forse semplicemente perchè si sono ritrovati con la dicitura "infame mostro" sulla carta d'identità. Scordatevi il punto di vista dell'uomo che fuma, quello che vi beccherete sarà semplicemente un pupazzone dei Power Ranger con i dialoghi scritti un pochino meglio (e senza l'obbligo di gesticolare come un idiota ogni volta che dice qualcosa).
Potrebbe bastare una critica del genere a gettare al rogo la serie (perchè se i cattivi fanno schifo non è che con i buoni andiamo molto meglio), ma lo scempio va avanti. Qual è il segreto di ogni buon film sui rapimenti alieni? Che gli alieni non si vedono mai! In verità è una cosa che vale anche per l'horror in generale, per tutto il genere del thriller e per una larga fetta di opere, ma è vero in particolare che l'unico modo per trasporre nella maniera migliore il senso di insicurezza che la gente ha nei confronti delle storie sugli extraterrestri è sempre stato quello di mostrare pochissimo, a sprazzi, nell'ombra. Taken ti sbatte gli alieni in faccia senza troppi complimenti, forse è una scelta, forse non è nemmeno una scelta sbagliata e ormai sono sull'onda della critica a 360°, però un atteggiamento del genere, a mio parere, ha il risultato di limitare molto il fascino per la razza dei visitatori dello spazio, ruba di senso epico ogni apparizione di UFO, ogni rapimento, ogni momento topico. Gli alieni in piena luce, chiunque ce li metta, sembrano sempre i puffi con gli occhi a mandorla, non c'è niente da fare.
E' il momento del coupe-de-grace? Bhe, signori, i clichè piovono a catinelle su questa serie, uno spettatore scafato (scafato prima, schifato dopo) sa perfettamente cosa accadrà in ogni momento della storia e non c'è niente, assolutamente niente che riesca a scuoterlo, non c'è colpo di scena che non si possa prevedere. Ci sono un paio di episodi che sembrano paro-paro degli X-Files, per quello in Alaska si può quasi gridare al plagio e nonostante questo non riescono a coinvolgere come un X-Files perchè manca la fotografia, mancano quelle immagini sempre troppo scure, manca tutto il sottinteso e non detto che è la vera forza di X-Files. Inscenare un mostro-per-il-boschetto-che-assale-la-gente lo possono fare tutti, dargli una giustificazione UFO pure, renderla una cosa ancora oggi coinvolgente è piuttosto difficile. Forse Taken sa semplicemente di vecchio, forse per certe cose si è adagiato pigramente su quanto già fatto senza il minimo desiderio di rielaborazione, ma è troppo evidente perchè qualsiasi cosa gli valga da scusa.
Insomma, mi sono avvicinato a Taken con l'attegiamento migliore, ovvero piuttosto freddamente, ma deciso a concedergli una chance, non si può tirare in ballo l'hype e non si può certo dire che il suo genere non sia nelle mie corde, però a mio parere, semplicemente, non dice niente di abbastanza interessante per meritare di essere guardato. E la bambina che fa da voce narrante e ad ogni episodio snocciola banalità inutili dovrebbe essere fucilata.

Ora che lo spirito di Vincenzo er Mollicone, soddisfatto, lascia il mio corpo, facciamo il punto sulla tana. I più perspicaci di voi si saranno accorti che Kunoichi Clara è andata in vacanza già da settimana scorsa quando ve lo abbiamo esplicitamente fatto notare e infatti rieccoci con Jobs. Abbiamo lasciato Clara in una situazione piuttosto particolare che questa strip ricuce e rimodella per interessanti sviluppi futuri. Credo sia confortante vedere che, mentre la gente comincia a prendersi qualche week-end di vacanza, i nostri eroi, COME ME, sono indefessamente e spietatamente al lavoro.
Buono ultimo scampolo di Giugno, fatevelo durare.

"Laziness is one of the "three great virtues" of a programmer (the other two being impatience and hubris)" Larry Wall

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