Strip
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31 . 05 . 2003

Un attimo di attenzione, prego

L'annuncio clamoroso lo abbiamo fatto la volta scorsa, per cui oggi non resta che alzare il sipario.
Perchè questo, signori, e' il Primo Giorno del rinato Follow The Rabbit. Se non eravate mai stati qui prima d'ora, una rapida occhiata all'archivio delle strip vi farà comprendere immediatamente che quella odierna non e' una strip standard. Quello che avete davanti agli occhi infatti e' l'episodio 0 di una nuova serie, che abbiamo chiamato Jobs perche' "Mestieri" suonava un po' squallido.
Il Follow The Rabbit che in questi due anni avete imparato a conoscere si è trasferito direttamente su Multiplayer.it, e avrà un'uscita domenicale, a partire da domani (a meno che qualcosa non vada storto).
In questa sede cercheremo di intrattenervi mettendo insieme ogni settimana, sempre al sabato, un fumetto legato ai precedenti da una trama persistente (chiamarlo "filo logico" sarebbe troppo generoso)... di fatto cioè abbiamo ceduto alle perverse lusinghe della Continuity, quel nero spettro mai sazio che e' il motore e insieme la condanna dei tradizionali fumetti cartacei di supereroi (oltre che di molti webcomic).
Confido che accetterete di addentravi con noi ancora più a fondo nella Tana, sempre all'inseguimento dello sfuggente Bianconiglio! Lo so, sono patetico.

Da parte nostra ci aspetta un impegno raddoppiato, ma come si è detto la volta scorsa io e Cymon siamo fiduciosi. Badate bene, la questione non e' se riusciremo a rispettare tutti gli appuntamenti o meno; perche' università o no, col sole o con la pioggia, con gli esami e uno straccio di vita sociale, dannazione se non troverete due fumetti a settimana ogni fottuta settimana.
La questione piuttosto è sulla qualità che riusciremo a garantire nelle strip, ma con una buona pianificazione pensiamo di potercela fare.
Non vi chiedo il vostro supporto, perchè tanto per cominciare non e' per voi che personalmente faccio FTR (spiacente), e perche' credo che il modo migliore di richiedere sostegno e' impegnarsi a fare un fumetto maledettamente fantastico... e il resto verrà da se'.

Immagino che molti di voi saranno nuovi di FTR, e che siate rimasti impigliati nella rete promozionale tesa dal nostro host per l'occasione... mi manca la forza di fare anche a voi un tour guidato di FTR, tanto più che siete capitati proprio nel bel mezzo di una rivoluzione piuttosto epica, come avrete intuito. Per cui... ci sono dei bottoni, qua in giro; li abbiamo messi apposta per voi, cliccateci sopra e vedete un po' che succede.
In genere qua si parla di videogiochi, vedete, ma oggi è un giorno un po' speciale e la mia attenzione (credo anche quella del mio vicino di colonna) e' monopolizzata da un film.
Nel 1999 la mia vita è un po' cambiata, non posso negarlo. Matrix ha ridefinito le mie aspettative sul Cinema e - diamine! - anche il mio gusto in fatto di abbigliamento.
Sono andato a vedere Reloaded con il cuore in gola come un miliardo di altri computer-geek là fuori, perchè sapevo che una delusione mi avrebbe fatto molto male.
Ebbene, inizialmente mi sono sentito a disagio, come se avessi aperto la porta sbagliata e fossi capitato in un posto poco familiare: quella roba non corrispondeva alla mia idea di Matrix, o almeno all'idea che è cresciuta dentro di me in questi 4 anni. Suvvia, l'attracco alla Star Wars, il rave nella caverna... dove caspita e' finita la mitologia delle linee telefoniche, l'estetica dei fosfori bruciati, se questa e' la Realtà ridatemi la mia Matrix!
Alla fine del film ho cercato di farmene una ragione, continuavo a ripetermi che le due scene d'azione più sorprendentemente rutilanti di tutti i tempi (sapete quali) bastano a rendere Reloaded un film degno... poi ci ho dormito sopra, e quando ho aperto gli occhi ho visto una nuova realtà.

Il primo Matrix ci ha stupito, e questo lo ha reso grande. Se il seguito doveva stupirci ancora, bisognava spezzare milioni di cuori e portare la trilogia in una direzione inaspettata. Il kung-fu è Matrix classico elevato all'ennnesima potenza, ma la storia sorprende e disorienta quanto basta ad aprire intere nuove dimensioni di interpretazione, e a distruggere le certezze che credevamo di avere. Il risultato? L'attesa per Revolutions e' più bruciante che mai.
Ho relegato nel forum certe considerazioni sulla trama per non rovinare la festa a chi non avesse ancora visto il film, per scelta o per necessità. Tutto quello che mi sento di proporre qui è un paio di articoli: uno sugli aspetti teologici di Matrix e l'altro sugli aspetti tecnologici. Sono letture edificanti, anche se naturalmente ciascuno e' libero di credere alla sua verita'. Non e' che l'hanno costruita per davvero, questa Matrix, dopotutto...

Bè, per la prima volta nella storia di FTR, a domani (!). A meno di contrattempi, cioe'. Intendiamoci, la strip ce l'ho qui tra le mani, già pronta, ma in fin dei conti siamo nel settore che ha partorito la Legge di Murphy: la cautela non e' mai troppa.

“You gotta live with your dreams /
Don't make them so hard”
(Gangs Of New York OST)

Lo-Rez: arte, storia, web design
31 . 05 . 2003

Mollate il cucchiaio

Questo doveva essere il primo editoriale della nuova era di FTR, avevo già un paio di bei discorsi melensi da proporvi, diverse spiegazioni da darvi e qualche promessa per il roseo futuro che ci attende. Sapete benissimo quanto io ci tenga alle svolte editoriali del sito e quanto inchiostro digitale sia sempre pronto a sprecare in questi casi perciò è comunque con un po' di rammarico che faccio slittare le considerazioni su FTR Jobs e dintorni alla settimana prossima.
Matrix: Reloaded è entrato nelle nostre vite e non lo ha fatto certo come un film qualunque. Se vogliamo il suo impatto è stato persino maggiore di quello del Signore degli Anelli: là ci stupimmo un po' tutti del gran film che incredibilmente era uscito dalle pagine di Tolkien, in questo caso, invece, ci stupiamo e basta. Credo che, fuori dal cinema, non sia stato l'unico ad avere veramente tonnellate di cose da dire sul film, nel bene e nel male perchè in effetti è una pellicola di cui fa piacere parlare per i suoi artifizi, le sue genialità, le sue imperfezioni e le sue squisite ridondanze. In giro per i forum del network ho già consumato i polpastrelli a spiegare il mio punto di vista ai più, ma credo che questa sia la sede più appropriata a dare un quadro riassuntivo di cosa penso e questo il momento più opportuno per pubblicarlo. Questo è il motivo per cui i metadiscorsi sul sito slittano a giugno.
L'unica premessa che mi sento di fare prima di iniziare è che parlo a coloro che il film lo hanno visto perciò la spia SPOILER è accesa più che mai. Se dovete andare ancora a vederlo (non credo che lo toglieranno dalle sale tanto presto) non leggete oltre questa riga e tornateci dopo aver sborsato i 7 evri, se invece lo avete visto o non ve ne frega niente di scoprire tutto prima di vederlo andate pure avanti a leggere...Let's go! (ma magari ci stava meglio un "wère in")
Qualcuno, sempre nei forum, ha fatto notare che, nel bene e nel male, Matrix è lo Star Wars degli anni 90-2000. Al di là del clamore che ha suscitato lo è soprattutto per struttura. Il primo capitolo è un film dalla trama abbastanza lineare (a mio parere persino troppo), autoconclusivo nel microcosmo pur lasciando aperte tonnellate di questioni nel macrocosmo, il secondo è un episodio che delinea meglio il mondo in cui è ambientata la storia, e che, soprattutto, non si conclude. Il terzo è(sarà) la conseguenza del secondo con ovvio trionfo di botti e rivelazioni.
Reloaded mi è piaciuto molto di più rispetto a Matrix, se a Matrix riconoscevo meriti soprattutto estetici, Reloaded sfodera una trama solida, pone molte più questioni della media dei film hollywoodiani (ci sono più schieramenti che il semplice bene/male) e crea personaggi carichi di fascino, sia questo dovuto a sprizzante carisma (Morpheus e il suo scomodissimo modo di tenere le braccia) che a una smaccata insopportabilità (il Merovingio).
La prima cosa bella di Reloaded è che, per l'appunto, non ci sono i buoni contro i cattivi. C'è Neo e la sua allegra truppa di occhialuti che sono i nostri eroi, ma intorno a loro ci sono personaggi meschini e concentrati sul proprio utile personale che vengono risucchiati nella trama quasi accidentalmente (o no?) come il Merovingio, personaggi tesi al grande fine supremo cone l'Oracolo e l'Architetto nonchè personaggi che agiscono come variabili impazzite nello schema come l'inossidabile mr. Smith (sebbene la copia esasperata a mio parere è foriera spesso di scene ridicole, quella del grande combattimento con i vari cloni non mi è piaciuta granchè, l'ho trovata persino troppo lunga).
Il tema del "la realtà non è reale", che già a suo tempo non mi pareva poi avere le spalle così larghe, viene dato presto per acquisito e sostituito dal più sottile tema dell'importanza della scelta e del libero arbitrio. Il Grande Disegno della profezia (altro elemento consunto che Reloaded "svecchia" in maniera geniale) ci si rivela come Piccolo Disegno di una mente superiore, tragica nella sua ricerca fredda (ma ossessiva) della perfezione e soprattutto aliena, molto più distante dell'idea di macchina che abbiamo avuto dal primo capitolo.
Il tema delle macchine, se vogliamo, è sicuramente quello che da più spessore all'universo virtuale di Matrix. La matrice illusoria non risulta più uno squallido teatrino per intrattenere i cervelli dell'umanità addormentata, ma appare come un'arena, l'universo "reale" di una miriade di programmi che al suo interno trovano realizzazione, "vita" e potere. Mr. Smith, alla fine di Matrix, dice di voler uscire dalla simulazione liquidandola come un posto di seconda categoria, ma il Merovingio ci mostra come Matrix possa essere una realtà dove esesercitare il potere di un Dio, un luogo dove tutto può essere interpretato come metafora di qualcos'altro e dove persino le leve di controllo del potere sono rappresentate (c'è un edificio dove sta il mainframe...), una visione del mondo virtuale a tratti molto vicina a quella di Gibson. La lotta contro esseri virtuali non è più fine a sé stessa, ma è vero combattimento, ancor più, forse che la battaglia con le seppie nei cunicoli intorno a Zion.
E siamo arrivati a Zion. Credo che, considerando l'idea che ci trasmette il film dell'universo al di fuori della matrice, tutto quello che ci è stato fatto vedere di Zion serva (a parte il mech...che è carino, ma è proprio un mech...non un'idea eccessivamente originale). Alla fine del primo Matrix pensavo che la Nabuccodonosor fosse un'estemporanea barchetta che vagava per cunicoli e che Zion fosse un cantuccio caldo dove la gente aspettava qualcosa di indefinito. Reloaded ci mostra invece un'organizzazione solida, una struttura sociale, una vera e propria flotta comandata da veri capitani, insomma, conferisce densità anche a quella parte dell'universo che, dal primo film, era uscita più che altro come accessorio. Giustamente, perchè, scopriamo, entrambi i piani sono importanti. E poi non capisco cosa abbia tanta gente contro il rave, qualche scena noiosa in Reloaded c'è, lo ammetto, ma quella non mi pareva...sarà stato che mi ha acchiappato la musica.
Passiamo al discorso che più mi duole affrontare, ovvero la mia grande paura. Spero che l'universo di Zion non sia una Matrix nella Matrix. I giochi di scatole cinesi sono vecchi come il cucco e sono la soluzione più facile e banale che si possa trovare alla questione. Lo so che ci sono tutti i segnali perchè sia così, ma la mia è una semplice speranza lontana da qualsiasi logica...esistono modi più complessi, affascinanti, raffinati che dire "è tutto falso anche quello che credevate vero". Persino tutte le battaglie e l'angoscia che si respira nel sottosuolo andrebbe dissolvendosi di fronte a una trovata del genere.
Ripeto, sarebbe un peccato, perchè di dubbi Reloaded ne ha seminati molti (quale porta ha scelto, Neo? Cosa farà l'archietto ora? Cosa vuole e cosa è Smith? Cosa ci fa fuori da Matrix?) e non vorrei che li cancellasse con una soluzione così definitiva. Voglio avere fede...
Concediamoci la parentesi estetica (tanto ormai tre righe in più o tre righe in meno): Matrix è molto bello quasi sempre. Persino le odiose sequenze alla superman mi sono piaciute perchè comunque conferiscono a Neo quell'aspetto di superuomo di cui a volte è carente. I combattimenti sono ottimi, quello coi mille Smith è un po' troppo lungo (l'ho già detto) e ci sono un po' troppi svolazzi in quello fuori dalla tana del Merovingio, però i due albini sono personaggi veramente tosti e anche gli agenti che ripropongono i loro vecchi cavalli di battaglia (come quando schivano i proiettili) sono affascinanti. Grandiosa la scena dello scontro dei TIR. Insomma, anche sotto questo aspetto un film che tiene gli occhi incollati allo schermo, almeno i miei li ha tenuti.
La conclusione (a questo punto credo che di una conclusione si senta il bisogno) è che Matrix:Reloaded ha il coraggio di promettere molto al suo pubblico, nel senso che ha deciso di giocare un po' fuori dalle regole e di ritagliarsi un'identità vera ("reale"...ma è un termine che in questo contesto fa un po' impressione) in un mondo di blockbuster fatti ormai per larga misura in cartapesta, un film che rivedrei volentieri anche subito e che rischia veramente di lasciare il segno sulla fine del millennio.
Ho detto.

"...con una giraffa. Se stai su uno sgabello. Ma il porcospino..." - Terry Pratchett, Sorellanza Stregonesca

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