Strip
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10 . 05 . 2003

Welcome back to the stage of history!

Stavolta non sono riuscito ad evitarlo, e ho intitolato questo editoriale con le parole altisonanti proclamate nella prima schermata di Soul Calibur. Da qualche tempo ho ripreso a esercitarmi nella pratica di Soul Calibur (non lo definirei un "gioco"), e ho il piacere di sentire questa frase urlata diverse centinaia di volte al giorno. Volevo solo rendervi partecipi, sono cose che segnano la vita di un uomo.
Per la cronaca, ormai ho raggiunto la padronanza quasi completa di diverse combo di Taki (la Cacciatrice di Demoni in calzamaglia scarlatta con due spade wakizashi, una buona e una cattiva), capaci di strappare applausi sia agli spettatori casuali sia soprattutto ai veterani più esperti. Naturalmente non sono tecniche di mia invenzione, ma sono consigliate sulle piu' autorevoli guide dedicate a Taki, e anche solo eseguirle correttamente ha richiesto un certo allenamento. SC è così coinvolgente che potrei anche mettermi ad illustrare meraviglie tattiche come l'uso di Silence subito dopo una parata alta, per portarsi vicino all'avversario, seguita da un Earth Scroll (che non lascia scoperti se parato), dopo di che ci si trova a circa un passo a sinistra dell'avversario, in posizione abbassata, l'ideale per un rapidissimo Shadow Claw (che abbiamo già preparato nel buffer dei colpi, perche' parte proprio da accovacciati) e poi un Darkness Illusion arrestato ai primi due colpi e cancellato nella seconda postura di Taki, la Possession: da questa posa ninja possiamo sferrare gli attacchi piu' potenti in assoluto, usando entrambe le wakizashi caricate al massimo, su un avversario piegato in due che deve ancora riprendersi dall'ultimo colpo... O magari potrei raccontare di quella volta che la CPU si e' fatta ingannare da un Seal Of The Fire Dragon cancellato all'ultimo momento (qual e' un altro gioco dove l'intelligenza artificiale e' cosi' perfetta da farsi ingannare dalle finte?), o di quando la graziosa Sophitia ha saltato una spazzata bassa per poi affondare i suoi tacchi alti nella mia schiena con una capriola... sono coreografie da film che si verificano regolarmente durante una qualsiasi partita.
Questo gioco è immortale.

Per L'Angolo Settimanale di FF:
Ritorna dopo una lunga assenza questo appuntamento, ma si fa per restare nel campo del fanatismo più malato. Insert Credit è un sito che seguo ogni tanto per sapere quello che nessun altro giornalista di videogiochi e' disposto a trattare: notizie su giochi coreani per console sconosciute da noi come il GP32 (lettore MP3, multiplayer wireless, potenza 32bit, programmabile da PC, un gioiello che nessuno importerà mai in Occidente), ma anche su giochi da bar e altre cose strane. Per lo piu' in effetti si tratta di simulazioni di appuntamento, gestionali per case di appuntamenti sado-maso, RPG vecchio stile, o altre oscenita' indicibili (e freeware) come Sexy Beach, ovvero tutto quello che avreste voluto da DOA Extreme Beach Volleyball tranne il volleyball. Tra l'altro pare che Tecmo si sia scagliata nuovamente contro la patch per spogliare le signorine di DOAX... che ipocrisia colossale.
Io, ovviamente, seguo Insert Credit per la sua dedizione ossessiva agli RPG bidimensionali, e non sono stato deluso.
Questa settimana è iniziato il progetto che, a detta degli stessi autori, rivoluzionerà per sempre il giornalismo videoludico: FF DOG. Tenetevi forte: due uomini avvelenati dalla passione per FF intendono giocare e finire un Final Fantasy a settimana, dal primo al decimo, e filmare interamente la loro impresa. Ne nascera' una grandiosa collezione di video amatoriali che rappresentera', nella sua interezza, l'epica saga dell'RPG per console più grande di sempre.

Naturalmente finire un FF a settimana implica sacrificare le ore dedicate al sonno, ma io sono convinto che i nostri ragazzi ce la faranno, perchè a sorreggerli e a confortarli ci saranno milioni di altri fan presenti in spirito accanto a loro. Settimana per settimana ovviamente seguiremo su queste pagine lo svolgimento dell'impresa.
Con l'uscita della versione "remix" di FF 1, 2 e 3 è diventato possibile giocare l'intera saga su una PS2, che quindi diventa la console di riferimento per chi volesse avvicinarsi al culto dell'RPG.
Mi ha colpito anche la "recensione" di Final Fantasy 1 del suddetto remix. Più che di una recensione si tratta di un'autobiografia commovente, delle confessioni piu' intime di un uomo adulto la cui esistenza è stata segnata dall'esperienza del gioco di ruolo nipponico, fin dalla piu' tenera età. Del gioco in se' si parla pochissimo, ma e' un articolo divertente, molto acuto e profondo, magari poco adatto a chi non ha vissuto di persona certi sentimenti. Però e' sempre impressionante, conferma la tendenza di rubriche come Videoludica che trattano i videogiochi con grande serieta'.

Ho esaminato con grandissimo interesse il video che mostra tutti i passaggi nella creazione di una strip di Gabe, l'artista di Penny-Arcade.
Io lavoro in modo abbastanza diverso, faccio molti più collage per mettere insieme una strip perchè tendo a disegnare su carta solo il minimo indispensabile, e a fare molto lavoro sulla versione digitale dei disegni. Se non avete esperienza di tavolette grafiche, vi assicuro che tracciare contorni precisi e veloci come fa Gabe richiede una fermezza nelle mani quasi sovrannaturale (oltre a una tavoletta decisamente di fascia alta). Io devo tornare spesso sui miei passi a ritoccare le linee, ad esempio. Sto pensando di provare a lavorare con il metodo di Gabe, pianificando la strip su carta; risparmierei vari passaggi, devo valutare se in realtà mi conviene.

“Dude, they totally play the same music when you fight Chaos as they do when yoùre, like, fighting imps or something.”

Lo-Rez: arte, storia, web design
10 . 05 . 2003

Orchi e spiriti

Le lunghe vacanze di aprile (Pasqua + ponti vari) mi hanno messo finalmente nella disposizione d'animo di riprendere in mano Warcraft III. Avevo abbandonato il gioco mesi fa di fronte a quella che (finora) si è rivelata come l'unica missione ostica del gioco, ovvero quella delle 15000 unità di legna, la prima missione orchesca in cui si incontrano gli Elfi della Notte, insomma.
A volte capita che di fronte a un gioco, a causa di una difficoltà non eccessiva, ma magari semplicemente più elevata del consueto, finisca con avere un blocco del videogiocatore e qualcosa mi spinga a non prendere più in mano il titolo incriminato, anche per lungo tempo. Non so cosa si rompa o cosa mi impedisca di spaccarmi la testa tutti i giorni per un lungo periodo fino alla soluzione dell'enigma, capita solo che accade e a volte giochi in queste condizioni non sono mai stati portati a termine.
In certi casi mi metto in testa che per giocare certi giochi, per finire certe missioni, per risolvere le magagne più dure, insomma, ci sia bisogno di una certa predisposizione d'animo, una certa rilassatezza e un quantitativo indeterminato di tempo e naturalmente tutto queste cose, con l'università che incalza, sono raramente reperibili cosicchè il congelamento fino a data da destinarsi cala inesorabile.
Fortunatamente Warcraft III non è un titolo, ma un Signor Titolo, quindi è la mia coscienza a dirmi che starci lontano troppo a lungo o magari piantarlo lì per sempre sarebbe un sacrilegio, un peccato mortale impossibile da lavare via. Io, poi, cedessi alla pigrizia e all'apatia, sarei recidivo giacchè persino in Starcraft (gioco che aveva sicuramente un maggior equilibrio nella difficoltà, comunque) sono bloccato alla maledetta settima missione protoss, a tre missioni dal termine...capirete che interrompermi un'altra volta e farlo nuovamente con la Blizzard, sarebbe stato inconcepibile.
Comunque sia i miei sforzi sono stati premiati, al risveglio (anche grazie a qualche suggerimento da amici) sono riuscito a sciogliere il bandolo della matassa nella missione che mi aveva inceppato e adesso la trama (e il mio smanettar di mouse) ha ripreso a fluire generosamente.
Giriamo pagina: Pasqua non ci ha portato solo le vacanze ma anche un signor film: Spirited Away o magari La città incantata per i non anglofoni (si, ad esser fighi si dovrebbe citare pure Sen to... eccetera eccetera, ma non voglio fingermi più dotto di quello che sono). Chi ha una memoria di marmo e la usa per archiviare le vicende di questo sito (bha...tutti i gusti son gusti) magari ricorda che ben più di un anno fa sempre in questa sede mi rallegrai per l'orso d'oro che il film ricevette a Berlino considerandolo un passo avanti per lo sdoganamento europeo del cinema d'animazione adulto. Quando poi il film ha preso (un po' a sorpresa, direi) l'Oscar sono stato zitto, ma comunque ne sono stato felice. Ora che finalmente la Mikado lo ha fatto arrivare a noi non ho potuto fare a meno di andare a guardarlo e il giudizio non può essere che uno solo: bellissimo.
Mettiamo in chiaro alcune cose: se cercate una trama complessa andate altrove, se cercate atmosfere ancorate alla realtà andate altrove, se cercate un film d'azione e di grandi eroi andate altrove. Quello che dovete aspettarvi davanti all'opera di Miyazaki (strana, piacevole assonanza con Miyamoto...) è semplicemente un orgia di immagini delicate e bellissime che si sussegue per tutte le due ore di pellicola, un accatastarsi di emozioni disegnate su carta che costruisce una storia che va contemplata più che vissuta, amata per i suoi infiniti riferimenti (sfortunatamente in gran parte incomprensibili da me) alla cultura giapponese e per la sua delicatezza, rispettata per la sua grande capacità di comunicare emozioni. Spirited Away è un film ricco, traboccante che chiede costantemente aiuto alla fantasia dello spettatore e proprio in questo è geniale perchè non ha bisogno di spiegare niente, gli basta suonare come uno strumento ben accordato le corde dell'immaginazione che sono in ognuno di noi. Non chiede di arrivare al cervello che seduce con una ben dosata semplicità, ma cerca direttamente una via per l'anima.
Appunto sicuramente interessante il fatto che il cinema fosse pieno, ma pieno pieno...una cosa che per una pellicola del genere non mi sarei aspettato e magari un segno che i tempi stanno davvero cambiando.
Inutile chiudere dicendo: consigliatissimo.
Chiudere un argomento per chiudere un editoriale intero, un editoriale in cui già avrei potuto cominciare a lamentarmi del caldo, ma non l'ho fatto, un editoriale in cui ho detto tutto quello che volevo dire e che, a tirarlo in lungo, commetterei un crimine...

"Mi piace dormire. In risposta alla situazione attuale del mondo, credo che quanto ho di meglio da fare sia rientrare in casa a dormire" Hagakure, II, 85

P.S. Meno tre settimane alla nuova era di Follow the Rabbit (circa...non prendetemi eccessivamente in parola). Non sapete ancora cosa significa, non ho la minima intenzione di dirvi cosa significa, ma sappiate che accadrà qualcosa. Se ci arrivate impreparati non prendetevela con me.

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